Nella Grecia classica sorge l'idea che esiste un sistema (la retorica) in grado di rendere persuasive le argomentazioni (la logica), idea che matura con il sospetto (dei sofisti) che la verità coincida con l'affermazione più convincente. Nel mondo d'oggi, con il diffondersi della convinzione che le teorie scientifiche siano poco più che delle opinioni mascherate, alcuni pensano che una teoria possa valere anche se non è vera, purché sia utile, ossia se avrà dei seguaci. Una teoria vera anche se è utile, è sempre difficile da dimostrare, e perciò avrà scarso seguito. Una teoria anche falsa, invece, se è facile da dimostrare e se è utile, si diffonderà facilmente. Ed eccoci all'Europa e all'Euro. Come si usa in finanza ("put your money where your mouth is") va dichiarato il proprio portafoglio: chi scrive è a favore dell'Europa dell'Euro, e pure nel segno dell'austerità (sic).

Continuiamo con le tre puntate – una per settimana fino al 26 maggio – a esprimere dei punti di vista che abbiano una qualche utilità per affrontare l'argomento delle elezioni. Ecco la seconda. Qui mostriamo i diversi punti di vista sulle ondate migratorie. Emerge che - almeno chi scrive - non riesce a trovare una via d'uscita che non sia conflittuale.

Proviamo in tre puntate – una per settimana fino al 26 maggio – a esprimere dei punti di vista che abbiano una qualche utilità per affrontare l'argomento delle elezioni. Come conseguenza di questa scelta non troverete un discorso standard a favore o contro l'Europa, ma l'intreccio dei molti punti di vista in competizione. Anticipiamo la conclusione della prima puntata: “quando tutto in economia procede senza intoppi ecco che l'esperto non ha ruolo, quando però le cose si aggrovigliano ecco che l'esperto torna in campo”. Come si usa in finanza ("put your money where your mouth is" ) va dichiarato il proprio portafoglio: chi scrive è a favore di un'Europa nel segno dell'austerità (sic).

Per quel che riguarda le obbligazioni: non si ha evidenza di una tendenza al ribasso dei prezzi, ossia al rialzo dei rendimenti, nonostante il loro livello sia ancora anormalmente basso. Per quel che riguarda le azioni: nella prima metà dello scorso anno si è avuta una combinazione al rialzo con gli utili in ripresa scontati con dei rendimenti bassi. La combinazione opposta – quindi al ribasso - si è avuta nella seconda metà dello scorso anno – con gli utili in frenata scontati con l'attesa di rendimenti in ascesa. Nei primi mesi di quest'anno si è avuto un rialzo dei mercati delle azioni trainato dall'attesa di rendimenti che resteranno bassi a lungo con utili più o meno invariati. Da qui in poi quale combinazione prevarrà? Ad oggi manca una chiara tendenza dell'economia finanziaria cui si aggiungono i nodi ancora da sciogliere di quella reale. A questa mancanza di chiarezza in campo economico vanno aggiunti i nodi in campo politico. Dei nodi sia interni ai Paesi – come il Populismo – sia internazionali – come la riemersione delle Autocrazie. Il detto: “For every complex problem, there is an answer that is clear, simple, and … wrong” è perciò oggi più vero di quanto non lo sia di solito. Da cui segue l'invito di questa Asset Allocation: non correre velocemente a una qualche conclusione nella formazione dei portafogli.

Quando i tassi delle banche centrali si azzerano - come oggi accade nella zona euro o in Giappone e come è stato fino a qualche tempo fa in USA - e sono contemporaneamente in atto altre politiche monetarie non convenzionali come il Quantitative Easing (QE), diventa difficile rappresentare numericamente il tasso effettivo applicato dalle autorità monetarie perché si entra nel territorio dei numeri negativi. Per ovviare a ciò alcuni economisti hanno elaborato lo strumento del tasso ‘ombra’ o Shadow Short Rate – SSR (*).