La valutazione delle società quotate è un’attività sicuramente complessa e che impegna significativamente analisti, investitori e l’intera platea degli osservatori delle dinamiche dei mercati finanziari. Le metodologie utilizzate sono molteplici e caratterizzano coloro che decidono di dedicare parte dei propri o altrui risparmi all’investimento azionario. Quale che sia il tipo di approccio che si intende preferire le dinamiche che influenzano il valore di una azienda piuttosto che un’altra sono sostanzialmente identiche. Ciò che cambia è la variabile temporale vale a dire in quale periodo di tempo si ritiene debba o meno realizzarsi l’aspettativa di rivalutazione della società di cui si sono comprate le azioni.

L'idea di fondo è che siamo giunti al limite: i rendimenti delle obbligazioni dei Tesori sono bassi in rapporto ai fondamentali, mentre i prezzi delle azioni sono, sempre in rapporto ai fondamentali, agli stessi livelli del 2000 e del 2007.

Nei prossimi tempi la Banca Centrale Europea (BCE) si troverà di fronte a delle scelte molto  difficili. Sul fronte del finanziamento delle banche greche, e sul fronte delle decisioni nel campo degli acquisti di titoli degli altri paesi nel caso si avesse una crisi nell'Euro-area (1.

La trattativa in corso tra Grecia e Eurogruppo sta ovviamente catturando l’attenzione degli osservatori globali. Anche la singolarità del comportamento della Borsa cinese sta evidentemente interessando il mondo imprenditoriale e politico. E’ comprensibile, visto che la perdita di capitalizzazione delle società quotate cinesi nell’arco di un mesetto è pari a dieci volte il debito della Grecia, senza considerare che l’effetto è attenuato dalla tendenza e dalla possibilità delle stesse società a bloccare le contrattazioni quando la direzione non è quella desiderata.

Sulla falsariga di quanto già analizzato (Piccole e Tassi, Lettera Economica, aprile 2015 – Stock Picking, Lettera economica, maggio 2015) troviamo conferma di un fenomeno che, se dovesse consolidarsi, potrebbe portare ad una inversione di tendenza nelle politiche commerciali delle fabbriche di prodotti di risparmio gestito così come si è affermata ormai da oltre un decennio. L’oggetto del contendere è la distinzione tra gestione attiva e gestione passiva dei portafogli azionari.