La produzione industriale dell’Eurozona ha segnalato una forte discesa nel quarto trimestre del 2018, oltre il 4%. Era da novembre del 2012 che non si registrava una contrazione così marcata. Le stime non erano certo rosee, ma non si immaginava una debolezza di queste dimensioni. Se si esclude aprile 2009, quando il crollo annuale superò il 20%, non sono stati molto numerosi i fenomeni negativi di questa portata.

Gli NPL (Non-Performing Loans) sono i crediti alla clientela, soprattutto imprese ma anche famiglie, diventati non esigibili e che non vengono restituiti a causa delle difficoltà conseguenti alla crisi economica. Tra il 2007 e il 2015 il valore degli NPL nella pancia dei bilanci delle banche italiane è quintuplicato arrivando a 341 miliardi di euro (grafico 1) pari al 18% dei crediti totali (grafico 2)(*).

Con l'Asset Allocation di dicembre avevamo richiamato l'attenzione sull'incertezza che caratterizza l'ambito finanziario e quello politico (1). Un'incertezza che si manifesta ormai da tempo e che aveva – verso la fine dello scorso anno - mostrato il proprio volto attraverso una caduta non modesta dei corsi azionari. Poi, iniziato l'anno nuovo, ecco che i corsi delle azioni hanno ripreso a salire. Come è stato possibile? 

La Frontiera Efficiente individua il legame tra rendimenti e volatilità della asset class finanziarie. In linea di massima la liquidità offre il rendimento e la volatilità minori e, all’opposto, le azioni offrono il rendimento e la volatilità maggiori.

Gli amanti della vela sanno che ci si deve sedere dalla parte opposta all’inclinazione della barca per fare da contrappeso alla forza del vento ed evitare così che la barca capotti (tecnicamente si dice scuffiare) e all’equipaggio di finire in acqua. Questa metafora potrebbe essere applicata utilmente al processo di investimento sui mercati finanziari con l’obiettivo di evitare che i portafogli “scuffino” e che mantengano la rotta desiderata.