Gli utili attesi nel 2019

Il primo trimestre di ogni anno presenta un periodo di transizione durante il quale si tirano le somme dei risultati dell’anno passato, che, a loro volta, sono la base per la costruzione delle aspettative future. In sostanza, le aziende quotate comunicano che cosa effettivamente è accaduto nell’anno concluso e contemporaneamente si sbilanciano sulle prospettive dell’anno appena iniziato.

Il mondo degli investitori e degli analisti segue con molta attenzione la fase di transizione rimodulando le aspettative sulle potenzialità di crescita delle singole aziende e delle Borse in generale. Ciò significa che vengono modificate principalmente le valutazioni sugli utili prospettici dell’anno in corso, che vanno a sostituire le previsioni ormai superate dell’anno precedente, e si aggiornano le previsioni per l’anno successivo.

Questa evoluzione è graficamente rappresentata dal percorso delle stime di crescita degli Utili Operativi dell’indice principale americano S&P 500 e dell’indice MSCI mondiale senza gli USA, ovvero il resto del mondo. Analizzando i dati si nota che nel passato, esattamente tra il 2011 e il 2016, le stime degli analisti sono regolarmente calate in corso d’anno per tutti i mercati, partendo da tassi di crescita degli utili a due cifre per finire a valori persino prossimi allo zero se non negativi, come nel 2015.

Il 2017 presenta la prima anomalia: le stime di crescita americane sono restate quasi invariate sopra al 10%, mentre il resto del mondo si è impennato fino a toccare quasi il 20% a fine periodo. Anche il 2018 è stato decisamente anomalo: questa volta si sono impennati gli utili americani, complice probabilmente la detassazione trumpiana, dal 10% a quasi il 25%, mentre il resto del mondo ha dato segni evidenti di debolezza. Arrivando ai giorni nostri, le stime di crescita del 2019 sono peggiorate sensibilmente a partire dalla fine del 2018, mentre la minore debàcle del resto del mondo rispetto agli USA potrebbe essere figlia - almeno in parte - della precedente debolezza.

Le prospettive di tenuta delle Borse sono a questo punto legate a due considerazioni: che la discesa del tasso di crescita degli utili del 2019 si sia arrestata, e che vengano confermate e possibilmente rafforzate le prime valutazioni sul 2020, valutazioni che segnalano un'inversione di tendenza rispetto al 2019. Essendo il periodo di transizione ancora in atto è necessario che queste due eventualità si rafforzino per poter poi ipotizzare una tendenza se non positiva almeno relativamente stabile.

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