All'epoca del virus: il punto III - flash

Proviamo a mostrare le ragioni per le quali si può affermare che il mondo sta cambiando.

 

 

 

È ormai convinzione comune che vi sarà una caduta dell’economia di notevoli dimensioni (1), così come è ormai convinzione comune che a breve vi sarà un intervento di sostegno adeguato della politica fiscale e monetaria.

Un sostegno che ha dei precedenti solo nei periodi successivi alle Guerre Mondiali (2).

Nel breve periodo le cose possono in qualche modo essere governate. I diversi effetti - anche negativi - dell’interventismo pubblico nel breve termine e nel lungo termine vanno nell’epoca dell’emergenza lasciati in sospeso. Ossia, detto in altro modo, nel breve termine le cose vanno aggiustate senza tener conto degli effetti distorsivi che si avrebbero - meglio si erediterebbero - nel lungo termine (3).

L’intervento fiscale porta ovunque verso una notevole espansione dei deficit e dei debiti pubblici di tutti. Questi ultimi, per evitare l’avvitamento del settore privato, quando questo fosse subissato dai debiti, dovrebbero venir espansi fino ad assorbire i debiti privati nella misura del necessario (4).

Insomma, un mutamento di orizzonti completo. Il periodo (il cui inizio può essere datato dal 1979) in cui l’economia (sembrava) governare la politica si è trasmutato nel periodo in cui la politica governa l’economia (5).

All’interno del nuovo interventismo pubblico si possono ovunque “ritagliare” degli spazi di liberalizzazione dei mercati finanziari, come dei limiti meno severi al debito volto ad acquistare azioni (6). Così come si possono avere delle sottoscrizioni pubbliche di capitale di rischio quando le aziende si indebitassero troppo (7).

I primi segnali di un interventismo pubblico del tutto inusuale in periodi di pace si era avuto in seguito alla crisi del 2008 (8). La crisi del corona virus moltiplica la scala dell’impatto pubblico necessario per trattenere l’equilibrio. Equilibrio che va mantenuto perché non è solo economico, ma che potrebbe diventare sociale, e quindi politico (9), (10).

 

1 - https://www.ft.com/content/0c249c3d-723d-484b-a4d4-714f5ebd3b1a

2 - https://www.economist.com/finance-and-economics/2020/03/25/how-to-pay-for-the-pandemic

3 - D. Rodrick, Dirla tutta sull’economia globale, Einaudi, 2019.

4 - It is already clear that the answer must involve a significant increase in public debt. The loss of income incurred by the private sector — and any debt raised to fill the gap — must eventually be absorbed, wholly or in part, on to government balance sheets. Much higher public debt levels will become a permanent feature of our economies and will be accompanied by private debt cancellation. Dall’intervista di M. Draghi al Financial Times: https://www.ft.com/content/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b

5 - R. Cubeddu, L’ombra della tirannide, Rubettino, 2014.

6 - https://ftalphaville.ft.com/2020/03/26/1585221858000/What-central-banks-giveth-they-taketh-away-with-margin-calls/

7 - https://voxeu.org/article/coronavirus-and-financial-stability-20-act-jointly-now-also-think-about-tomorrow

8 - https://www.limesonline.com/crisi-economica-finanziaria-2008-subprime-usa/110348

9 - https://www.ft.com/content/3b8ec9fe-6eb8-11ea-89df-41bea055720b

10 - https://www.centroeinaudi.it/lettera-economica/articoli-lettera-economica/commenti/5336-all-epoca-del-virus-il-punto-ii.html

 

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