Cinque Stelle e Lega sono ai ferri corti su quasi tutti i dossier. E' gia accaduto molte volte, con la crisi che si è sempre fermata grazie al raggiungimento di un compromesso. Anche questa volta la partitura sarà la stessa? Oppure vi sono delle novità?

Abbiamo l'andamento congiunturale e gli andamenti strutturali. Il primo è quello sul deficit, il debito, e i vincoli dell'Unione. In questo primo caso si può pensare – e non è poi così difficile - ad una via d'uscita temporanea che non aggravi troppo lo stato delle cose. Il secondo è quello del “nanismo” delle imprese e della Questione Meridionale. In questo secondo caso i nodi da sciogliere sono ben più complessi. Di questi argomenti parleremo ad un incontro con gli imprenditori.

L'economia al tempo del Populismo: i giovani imprenditori, la loro storia, le sfide di domani” è il titolo di un convegno della Confindustria di Lecco e Sondrio che si tiene il 21 giugno cui siamo stati invitati. Ecco le grandi linee del nostro intervento.

Tra la massa di numeri che emerge da qualunque competizione elettorale merita qualche attenzione il dato sull’affluenza al voto. Questa analisi non fornisce informazioni di natura strettamente politica ma piuttosto può visualizzare l’atteggiamento dell’elettorato di fronte al quesito su cui è stato chiamato ad esprimersi secondo lo strumento principe dei sistemi democratici, il voto. 

Passata la tempesta odo augelli far festa…” In realtà non si può sapere se la tempesta è effettivamente passata o scongiurata ma qualcosa di meno eclatante rispetto ai timori di assalto sovranista alle istituzioni europee è accaduto. Sia il Partito Popolare Europeo (PPE) che i Socialisti e Democratici (S&D) sono saldamente i due gruppi parlamentari di maggior peso, anche se la somma dei loro seggi non permette la costituzione di una maggioranza parlamentare.