Col summit sul clima di Parigi è ripartito il trenino mediatico della salvezza del pianeta dalle malefatte umane. Il “climatismo” piace quasi a tutti. Sta nascendo, in altre parole, una nuova coscienza collettiva che salverà il mondo. Sicuro che le cose stiano proprio così, ossia che rischiamo di distruggere il pianeta? C'è chi dice sì e chi dice no (1). Non sapendo proprio con chi schierarci, usiamo l'arma dell'ironia riproponendo una cosa scritta nel 2009 (2), (3).

In molti pensano che l'Europa diventerà Eurabia (1), a meno di una forte reazione per impedire che questo avvenga. Se questo evento avesse un qualche probabilità – una probabilità diversa da zero va sempre riconosciuta – dovremmo registrare – assumendo che gli eventi siano anticipati – una catastrofe in campo economico – e non solo. Così però non è. La conclusione finanziaria è che possiamo avere delle escursioni dei prezzi in seguito alle tensioni in corso, ma che è ben difficile che si vada molto oltre. L'argomentazione a favore della tesi della tenuta dell'Europa è meta-economica.

Il Decreto legislativo n. 147 del 2015, recante misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese, ha ridisegnato gran parte della fiscalità nazionale e internazionale. Allo scopo di conferire maggiore certezza al contribuente in merito ai profili fiscali dei piani di investimento, il Decreto in oggetto ha previsto, all’articolo 2, l’introduzione di un nuovo modello di interpello.

Colpisce della manifestazione di Bologna promossa dalla Lega il programma - più o meno reso esplicito: gli italiani deboli, che sono maggioranza, vanno difesi a tutti i costi. E, alla fine, vanno difesi con l'intervento pubblico. Il quale ultimo di conseguenza si allarga. Non si capisce come quest'ultimo possa allargarsi, se non aumentando le imposte. Ma le imposte non le si vogliono aumentare.

Prima di conoscere la manovra fiscale, proviamo a mettere a fuoco la vicenda nel suo complesso. Il ragionamento si divide in due: quello aggregato – i numeri nel loro complesso e la loro compatibilità con gli accordi europei, e quello relativo al taglio delle imposte sugli immobili. Alleghiamo, infine, un approfondimento sulla logica e sui vincoli del taglio della spesa, oltre ad una digressione sull'efficacia delle politiche di rilancio fiscale.