Gran parte della polemica su quel che sta accadendo negli ultimi due decenni nei Paesi organizzati come Stato ”democratico capitalistico avanzato” (DCA) dipinge un quadro quasi apocalittico. Secondo questo punto di vista, che è maggioritario, lo Stato DCA si è molto indebolito per la diffusione delle idee neoliberali e per la globalizzazione. Questi accadimenti sono all'origine della maggior disuguaglianza, che non è stata contrastata da una maggior redistribuzione, perché, semmai il governo di un Paese osasse una redistribuzione, vi sarebbe subito una fuga dei capitali. Ecco allora che emerge il mondo delle oligarchie cosmopolite annegate nel mare delle diseguaglianze che è appunto all'origine della “rivolta contro le élites”, alias il Populismo. Già, ma se non fosse vero?

Il lavoro è in due parti. Nella prima abbiamo – dopo la premessa - raccolto in pochi grafici le informazioni che consentono di cogliere quello che - secondo noi - è il punto nel campo dell'economia detta reale. Trovate a seguire una digressione sul Meridione, ed una previsione politica. Nella seconda parte - non avendo nella prima fatto menzione dei problemi più noti, quelli legati al debito pubblico, alla crescita, eccetera – trovate un prontuario delle opzioni - secondo noi - sbagliate di politica economica.

Ecco il titolo dell'incontro (1): “Il crollo dell’Unione sovietica e la stagione ultra-liberista degli anni Ottanta e Novanta hanno prodotto un economicismo esasperato – It’s the economy, stupid! – e il divorzio tra finanza ed economia, concorrendo all’odierna crisi delle democrazie occidentali. Qual è il ruolo dei poteri finanziari nel convulso panorama geopolitico attuale? Di fronte ai problemi dell’economia mondiale, il capitalismo deve cambiare pelle? E come?”. Ed ecco la traccia del mio intervento.

E' tornata con forza – dopo quanche anno di silenzio - la sensibilità ecologica. La rovina del pianeta di origine antropica può ancora essere fermata: aux armes citoyens! Per fortuna è sorta un'ondata di coscienza guidata dalla meglio gioventù, il cui simbolo è Greta. Il Mondo di domani in fondo è dei giovani, e sono loro che erediteranno la Terra. Di fronte a queste ondate di entusiasmo unidirezionale è saggio dare prova di ironia. A distanza di dieci anni ri-pubblichiamo quanto scritto ai tempi dell'ondata di entusiasmo precedente.

La Cina è sulle “prime pagine”, da molto tempo come sfidante la supremazia statunitense, e da qualche giorno come fagocitante il Bel Paese attraverso la cosiddetta “Via della seta”. La Cina ha imboccato davvero un sentiero di ascesa irrefrenabile? E qual è la politica più conveniente per il Bel Paese. Per evitare un testo troppo lungo si esporranno delle tesi senza troppo sottilizzare. Nei link sono richiamate le sottigliezze necessarie.