E' tornata con forza – dopo quanche anno di silenzio - la sensibilità ecologica. La rovina del pianeta di origine antropica può ancora essere fermata: aux armes citoyens! Per fortuna è sorta un'ondata di coscienza guidata dalla meglio gioventù, il cui simbolo è Greta. Il Mondo di domani in fondo è dei giovani, e sono loro che erediteranno la Terra. Di fronte a queste ondate di entusiasmo unidirezionale è saggio dare prova di ironia. A distanza di dieci anni ri-pubblichiamo quanto scritto ai tempi dell'ondata di entusiasmo precedente.

La Cina è sulle “prime pagine”, da molto tempo come sfidante la supremazia statunitense, e da qualche giorno come fagocitante il Bel Paese attraverso la cosiddetta “Via della seta”. La Cina ha imboccato davvero un sentiero di ascesa irrefrenabile? E qual è la politica più conveniente per il Bel Paese. Per evitare un testo troppo lungo si esporranno delle tesi senza troppo sottilizzare. Nei link sono richiamate le sottigliezze necessarie.

Abbiamo da commentare due andamenti. Il timore che la globalizzazione elimini dei posti di lavoro che non sono poi sostituiti – con quello collegato degli effetti di questo andamento sulla politica - è il primo tema. L'idea – basata su delle assunzioni non realistiche - che il reddito di cittadinanza possa aiutare ad ottenere un maggior deficit pubblico grazie alla sua capacità di far emergere la disoccupazione nascosta è il secondo tema.

Io amo il mio Paese, amo mia moglie, amo il mio cane”. La semplice canzone strimpellata nella sigla di una popolare serie televisiva, con un motivetto appiccicoso come la colla, potrebbe diventare tra due mesi l'inno non ufficiale dell'Ucraina, dove la campagna elettorale per le presidenziali si sta sviluppando nella più sorprendente e inedita sceneggiatura politica del 2019.

Invece di un mondo irenico votato agli scambi e organizzato in regimi di democrazia delegata – il sogno della fine degli anni Ottanta, quello della "fine della storia" – ne abbiamo uno - fuori dall'Occidente - dove dominano le autocrazie, con l'altro – interno all'Occidente – dove emergono i populismi.

Di seguito proviamo a scavare negli aspetti economici di questi due mondi. Nel primo domina il “capitalismo dei compari”, nel secondo la rendita immobiliare e la concentrazione dei settori in poche imprese. Come si vede, e al contrario del luogo comune sul prevalere del “libberismo”, siamo ben lontani da un regime liberale in politica e concorrenziale in economia.