Si potrebbe cambiare capro espiatorio mediatico (1), perché e/o i “burocrati di Bruxelles”, e/o “George Soros”, e/o “gli immigrati che ci invadono”, hanno fatto (forse) il proprio tempo. Il nuovo capro espiatorio potrebbero essere le donne. A queste ultime possiamo addebitare sia parte della diseguaglianza crescente, sia parte della modesta natalità che alimenta il bisogno di immigrazione. Con il nuovo capro espiatorio si possono prendere due “piccioni” - una tematica di “sinistra”, come la diseguaglianza, che potrebbe piacere ai M5S, ed una di “destra”, come l'eccesso di immigrazione, che potrebbe piacere alla Lega - con una sola “fava”: il ruolo controverso delle donne nel mondo moderno.

Al solito – ma forse più del solito - un dibattito molto importante come quello intorno alla recessione si frantuma in un gran numero di polemiche inconcludenti. Prevalgono i tifosi - gli hooligans, mentre il grosso della popolazione – gli hobbits, sembra indifferente. Qui proviamo a comportarci in maniera distaccata - da vulcan (1). La conclusione è che la “colpa” degli andamenti congiunturali è del governo in carica, mentre quella strutturale andrebbe divisa fra le classi dirigenti degli ultimi decenni.

La nota riprende - rielaborandoli - gli altri lavori sull'argomento, e termina con una parte nuova: “Le forze frenanti”.

E' stato appena pubblicato uno studio che analizza l'impatto delle nuove tecnologie sull'occupazione negli Stati Uniti. I temi che emergono sono due: (a) i lavori che richiedono una minor qualificazione saranno i più colpiti – una tesi da tempo nota; (b) le aree più colpite saranno quelle che hanno votato per Donald Trump – una tesi non del tutto nuova ma finora poco studiata. Per chi fosse interessato ecco lo studio (1), che trova una sintesi qui (2). Sorge subito la domanda: come reagirà l'Amministrazione, soprattutto se avrà un secondo mandato? Lascerà correre l'impatto della nuova tecnologia, oppure cercherà di frenarlo. Un dilemma non nuovo, infatti lo si ha dai tempi di Tiberio e Vespasiano (3).

Oggi una crisi nei mercati finanziari si può produrre per l'agire di una di queste variabili (o più di una allo stesso tempo): 1) uno scontro "vero" sul libero commercio; 2) un ritorno dei tassi e dei rendimenti sui, o vicino ai, livelli storici; 3) una "inappetenza per il rischio" dovuta al Populismo, e, più in generale, all’evidenza che l'"Ordine liberale" è sulla difensiva. Nella nota che segue affrontiamo il terzo punto. Naturalmente è possibile che una crisi non si produca, oppure che sorga ma per l'agire di altre variabili che ignoriamo.