Sotto l'ombrellone - promesse elettorali e poteri forti

Man mano che si avvicina la manovra finanziaria di cui si saprà qualche cosa di preciso a settembre, gli esponenti del governo diffondono la tesi che il loro progetto - flat tax, reddito di cittadinanza, riforma delle pensioni, tralasciando ogni considerazione sull'eventuale manovra che abbia a che fare con Alitalia, TAR, TAV, ILVA, "andrà comunque avanti". Ciò che dovrebbe avvenire - a sentir loro - nonostante le cospirazioni dei mercati finanziari, che potrebbero fra non molto muovere un “attacco speculativo” (1), (2).

Cresce la spesa – reddito di cittadinanza, riforma delle pensioni - a far leva su una base imponibile ridotta – per effetto della flat tax - e dunque cresce il deficit dello stato e quindi il debito. Il debito pubblico crescente va sottoscritto, già ma da chi e a che prezzo?

C'è chi propone che gli italiani comperino il proprio debito, e che, per incentivarli a farlo, si offrirebbe un sovra rendimento – chiamiamolo “patriottico”, così come c'è chi pensa che debba provvedere la Banca d'Italia che lo sottoscrive – uscendo dagli accordi europei - senza fiatare. A ben guardare, abbiamo la nazionalizzazione del debito insieme alla sottomissione al potere politico della banca centrale. Possono sembrare delle proposte fuori luogo, ma se torniamo indietro nel tempo le troviamo in bella mostra.

Una volta il nostro debito pubblico era detenuto dalle banche italiane. Esso era facilmente governabile, perché le banche erano in gran parte pubbliche. Poi, il debito pubblico è passato nelle mani delle famiglie. Esso era di nuovo facilmente governabile, perché in cambio di rendimenti molto elevati, queste lo sottoscrivevano. Si aveva così un meccanismo di consenso semplice. La politica governava il deficit e quindi il debito prima attraverso le “sue” banche e poi attraverso gli alti rendimenti. In questo modo non si poteva formare un giudizio di merito sul debito italiano. Nel primo caso gli investitori erano “catturati”, nel secondo “sedotti”. In breve, il Principe non faceva molta fatica per riceve il consenso degli elettori. Il debito si sarebbe poi scaricato sui “non nati”, che non votano.

Arriva però in Italia, alla fine e per fortuna, il momento del “mercato”. Nella doppia direzione degli italiani che possono investire all'estero, e dell'estero che può investire in Italia. I giudizi di merito si possono dunque formare. Qual è – per esempio - il premio – il maggior rendimento richiesto - per detenere il debito italiano rispetto a quello tedesco, o di qualsiasi altro paese? In breve, il Principe doveva adesso convincere gli italiani e i non italiani che il suo debito era sottoscrivibile. Cambia la natura del rapporto: il Principe prima non faceva fatica, il Principe adesso s'affatica. Nel primo caso il Principe non doveva convincere nessuno intorno alla tenuta del debito (con espressione tecnica: la coerenza inter temporale delle politiche economiche), nel secondo, invece, deve farlo.

In conclusione, le proposte ultime sono “iper-politiciste”, perché mettono la politica al centro della scena. Non si hanno così contrappesi alla politica, contrappesi che sono il succo dell'Ordine liberale. I politici possono riesumarsi come i Sacerdoti che si occupano del benessere altrui, e, in particolare, dei più deboli (3).

Il bilancio pubblico che non migliora non è vicenda di cui ci si possa disinteressare. Se si rialzassero i rendimenti (e quindi il costo) del debito pubblico una volta che politiche monetarie ultra espansive di Draghi finissero in parte - come il Quantitative Easing fra qualche mese, o del tutto – con il rialzo dei tassi fra qualche tempo, si dovrebbe agire per contenere i danni partendo da una condizione di debolezza.

La maggiore debolezza per affrontare una eventuale crisi porterebbe acqua al mulino degli “iper-politicisti”, i quali potrebbero affermare che non hanno potuto mantenere le promesse elettorali non perché fossero irrealistiche già in partenza, ma perché i “poteri forti” non lo hanno consentito.

1 - https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/12/giorgetti-lue-teme-il-governo-populista-a-fine-agosto-arriva-lattacco-sui-mercati/4555016/

2 - http://www.wallstreetitalia.com/governo-ultimatum-a-bce-scudo-anti-spread-o-euro-sara-smantellato/

3 - https://www.centroeinaudi.it/agenda-liberale/articoli/3636-economia-come-religione-da-cambridge-a-chicago.html

 

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