Brexit – dopo il voto

A Westmister hanno votato il piano del Primo Ministro per l'accordo con l'Unione Europea in 634. I contrari sono stati ben 432. I favorevoli sono stati solo 202 - un terzo dei deputati. Fra i contrari i voti dei conservatori sono stati 118 su un totale di 317 – circa meno della metà. Una sconfitta di questa dimensione ha un solo precedente, quello del 1924. I laburisti chiederanno subito di votare la sfiducia al governo per andare alle elezioni. I conservatori “dissenzienti” però non vogliono le elezioni anticipate. Insomma, la Camera dei Comuni respinge l'accordo, ma non sappiamo che cosa potrebbe nascere come alternativa. 

E dunque? Se il Parlamento non agisce in proprio, si hanno altre vie d'uscita. Queste sono classificabili come “non nucleari” e “nucleari”.

Si hanno come alternative “non nucleari”: 1 - un'altra Brexit tutta da discutere; 2 quest'ultima richiede intanto un allungamento della scadenza dell'Exit, che non potrà più essere quella di fine marzo 2019; 3 – ma attenzione: sia una nuova Brexit sia un diverso limite temporale richiedono un nuovo negoziato con l'Unione europea, negoziato che si può avere se si trova un accordo preliminare tra i partiti inglesi – ciò che sembra al momento molto difficile; 4 – il tutto potrebbe funzionare insieme alla non scontata disponibilità dell'Unione Europea a riaprire un confronto.

Poi si ha l'alternativa “nucleare”. Non si trova un accordo nel Parlamento, e nemmeno si va alle elezioni. Potrebbe così essere ri-convocato un secondo referendum su Remain/Exit. L'esito del quale non può che essere (forse) nella mente degli dei.

La puntata precedente: https://www.centroeinaudi.it/lettera-economica/articoli-lettera-economica/commenti/5061-brexit-%E2%80%93-prima-del-voto.html

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