Un nuovo capro espiatorio

Si potrebbe cambiare capro espiatorio mediatico (1), perché e/o i “burocrati di Bruxelles”, e/o “George Soros”, e/o “gli immigrati che ci invadono”, hanno fatto (forse) il proprio tempo. Il nuovo capro espiatorio potrebbero essere le donne. A queste ultime possiamo addebitare sia parte della diseguaglianza crescente, sia parte della modesta natalità che alimenta il bisogno di immigrazione. Con il nuovo capro espiatorio si possono prendere due “piccioni” - una tematica di “sinistra”, come la diseguaglianza, che potrebbe piacere ai M5S, ed una di “destra”, come l'eccesso di immigrazione, che potrebbe piacere alla Lega - con una sola “fava”: il ruolo controverso delle donne nel mondo moderno.

 

1 – Il contributo delle donne alla diseguaglianza

La fuoriuscita delle donne da una condizione di subalternità è una causa non secondaria della diseguaglianza in aumento. Si supponga, infatti, che i redditi maggiori siano di 30 mila euro e quelli minori di 10 mila. E si assuma che il reddito abbia un legame con l'istruzione. Se un uomo e una donna molto istruiti si sposano, il reddito della loro famiglia sarà di 60 mila euro. Se un uomo istruito sposa una donna non istruita, o viceversa, ma è difficile che questo accada come vedremo poi, il loro reddito darà di 40 mila euro. Se due persone poco istruite si sposano, il loro reddito sarà di 20 euro. Se i figli di quelli che guadagnano di più hanno accesso alle scuole migliori dove incontrano l'anima gemella con cui fanno dei figli che, studiando meglio, alla fine guadagneranno di più, ecco che avremo una concentrazione dei redditi crescente.

Sono stati condotti degli studi in cui si vede che il reddito da qualche tempo si divarica, perché le persone di condizione sociale simile tendono a sposarsi più frequentemente di quanto accadesse una volta. Il termine tecnico è “assortative mating”. Come controprova di quanto detto, prendendo una distribuzione del reddito casuale, ossia senza che si abbia in partenza una simpatia maggiore fra persone di condizione sociale simile, si ha una distribuzione del reddito che si concentra molto meno (2). Insomma, se si ha una maggiore divaricazione del reddito, la “colpa” è delle donne, che, invece di studiare, ossia di accrescere il proprio capitale umano, dovrebbero «fare la calza», ossia tenerlo basso.

Accrescendo il proprio capitale umano le donne fanno meno figli. Un fenomeno che si osserva sia guardando a ritroso quanto accadeva sino ai tempi delle nonne nei Paesi occidentali, sia osservando le donne immigrate, che nel luogo d'origine generano molti figli, ma giunte qui, dopo appena un paio di generazioni, liete si accodano alle usanze locali.

Questi fenomeni – che piacciano o meno - hanno un’interpretazione che non si aggrappi al generico «decadimento dei costumi»? Riproponiamo un'analisi – purtroppo non nostra - pubblicata quasi un decennio fa (3). Essa non contempla la presenza di sentimenti di sorta, come accade applicando i modi di ragionare dell'economia alla vita corrente. I ragionamenti condotti seguendo la «ragione strumentale» probabilmente dispiaceranno a chi è «politically correct» (4), ma possono essere efficaci.

 

2 – Il contributo delle donne alla demografia negativa

-- Mater semper certa, pater numquam

Le persone differiscono a seconda del patrimonio genetico. Assumiamo che vi siano in azione due genotipi: alfa e beta. I primi hanno geni migliori che permettono di accumulare più facilmente capitale umano che tramandano alla prole. Le persone preferiscono quindi avere una progenie alfa che, per ciascun livello di investimento dei genitori, risulta essere più produttiva nell’acquisire un più alto livello di capitale umano.

Il meccanismo chiave del ragionamento è che tutte le donne possono avere una progenie dagli uomini alfa, poiché i gameti sono infinitamente abbondanti. Non è però vero il contrario: se una donna alfa fa aumentare la possibilità di avere una progenie alfa, allora gli uomini saranno in competizione per accoppiarsi con lei, ma tutti non potranno farlo, per l'evidente ragione che una donna non può essere gravida troppe volte. Il punto cruciale è che nessuna donna, sia essa alfa o beta, è incentivata a procreare con un uomo beta, perché tutte possono avere accesso ai gameti di un uomo alfa, che sono, direbbe un economista, una risorsa non scarsa. Si hanno come conseguenza le differenze biologiche tra donne e uomini: le prime hanno la certezza della maternità, ma non possono avere figli da un grande numero di uomini. Per gli uomini l’opposto è vero: non hanno la certezza della paternità, ma possono avere figli da un gran numero di donne.

Il punto sollevato fa nascere dei vantaggi negli scambi tra uomo e donna: quest’ultima può offrire all’uomo la garanzia della sua paternità, cioè la legittimità. Dal canto loro, gli uomini sono pronti a pagare per la legittimità, perché possono aumentare la propria utilità investendo nei figli. Sia gli uomini sia le donne aumentano la propria utilità dalla qualità dei figli. Il reddito è in proporzione al capitale umano, che dipende sia dai geni sia dall’investimento fatto dai genitori. Per fornire questa garanzia la donna deve impegnarsi ad accoppiarsi solo con il proprio marito. Da questo deriva che tra un uomo e una donna deve essere stipulato un contratto di lungo periodo che deve sanzionare l’adulterio femminile: il tradizionale contratto matrimoniale (4).

-- Tre equilibri: «Pretty woman», «vittoriano», e «Sex and the City”»

La differenza biologica implica che le donne abbiano un «costo opportunità» – i.e. il costo derivante dal mancato sfruttamento di un'opportunità - sposandosi. Invece di sposarsi, esse potrebbero, infatti, accoppiarsi con degli uomini con caratteristiche più desiderabili e quindi migliorare la progenie. Sposandosi, rinunciano al materiale genetico dell’uomo più attraente, ma – ed ecco il «trade-off» - beneficiano dell’investimento del padre nel capitale umano dei figli.

La conseguenza di questo «trade-off» è che il mercato del matrimonio tende a essere «ipergamico» - i.e. quando gli appartenenti a un determinato gruppo sociale scelgono il coniuge in un gruppo superiore al proprio. Un matrimonio ha tanta più probabilità di concretizzarsi quanto più è alto il capitale umano dell’uomo e basso quello della donna. Infatti, quanto più è grande il capitale umano dell’uomo, tanto più grande è la sua volontà di pagare per avere dei figli legittimi. Quanto più grande è il capitale umano della donna, tanto più grande è il trasferimento che deve ottenere per essere compensata delle occasioni di accoppiamento cui ha rinunciato. Con il capitale umano approssimato con la ricchezza, ecco che abbiamo l'equilibrio con la donna povera che sposa l’uomo ricco. La prima compensa la rinuncia ad avere altri uomini con la ricchezza, il secondo rinuncia ad accrescere immediatamente la propria ricchezza per avere della progenie di qualità elevata.

Le cose sono ancora più complicate dell'equilibrio Pretty woman. Ve ne sono altri due: quello «vittoriano» e quello «Sex and the City».

Nel primo caso ci si sposa subito tra persone dello stesso livello, mentre nel secondo le donne, che non sono riuscite a sposare fin da subito gli uomini alfa, non vogliono, ormai in età più avanzata, sposare gli uomini con un reddito più basso del loro. All’aumentare della disuguaglianza dei redditi fra uomini con un reddito normale e donne che lavorano con successo guadagnando molto, ci si sposta da un equilibrio di tipo «vittoriano» a uno di tipo «Sex and the City». Laddove un gruppo di donne single si posiziona al vertice della distribuzione del reddito, mentre un gruppo corrispondente di uomini single si trova nella parte bassa della distribuzione del reddito.

-- Delle controverse implicazioni nietzschiane

Sembrerebbe quindi che il matrimonio sia un’istituzione volta a tutelare gli uomini beta, che altrimenti non riuscirebbero a riprodursi, e parrebbe anche che i matrimoni siano destinati a diminuire con il colmarsi del gap tra uomini e donne nel livello di capitale umano, ossia di istruzione. Si potrebbe addirittura affermare le società sono tanto più inclini a sostenere la repressione sessuale e una bassa istruzione femminile, quanto più sono politicamente dominate dagli uomini beta. Una tesi di crudo sapore nietzschiano, dove il «risentimento» dei «meno dotati» – gli uomini beta – s’impone sui radiosi, sugli «apollinei».

Gli uomini beta possono bilanciare il gap con quelli alfa accrescendo l'investimento nell'istruzione dei figli. Ossia, il gap genetico può essere compensato dal maggiore capitale umano. Così facendo si può uscire dalla «trappola nietzschiana»

Il matrimonio fra alfa e beta non impedisce, infatti, l’investimento dei genitori nel capitale umano dei figli, anche se fa aumentare i figli di tipo beta - i meno produttivi. Il beneficio portato dal matrimonio fra alfa e beta dipende dalla «elasticità» del capitale umano di un bambino rispetto all’investimento dei genitori – «elasticità»: quanto varia il capitale rispetto a quanto varia l'investimento. In altre parole, l’istituzione del matrimonio riduce la qualità genetica della progenie, ma la ricompensa con un maggiore investimento da parte dei genitori. Segue che una società in cui vi sia l’istituzione del matrimonio non implica necessariamente la presenza di un capitale umano minore di quello presente nello «Stato di Natura», laddove soltanto gli uomini alfa si accoppiano.

 

3 - Controindicazioni

La controindicazione per chi volesse accogliere questa proposta bizzarra non è solo quella che ricorda che le donne sono la metà degli aventi diritto di voto, ma è anche che sarà ben difficile farle tornare indietro ai tempi della “regina del focolare”. E questo per una ragione, alla fine, semplice. Le donne sono da molto tempo sulla strada dell'emancipazione - le femministe direbbero di “liberazione” - e quindi già il solo pensare di tornare indietro nel tempo rinchiudendole fra le mure domestiche è come chiedere il ripristino della servitù della gleba, oppure del voto esteso solo ai maschi benestanti, e via andando.

 

4 – Approfondimenti: i giovani e la demografia

La caduta della natalità non dipende solo dalle donne che non vogliono più fare la calza davanti al focolare. Si hanno altri fenomeni, legati alla diffusione fra i giovani sia del lavoro precario sia della ricchezza. Questo fenomeno è all'origine della disoccupazione sia involontaria sia volontaria fra i giovani: https://www.centroeinaudi.it/lettera-economica/articoli-lettera-economica/commenti/4863-il-malessere-dei-giovani.html. I «bamboccioni» – definizione sorta nel 2007 per stigmatizzare quelli che vivono a lungo con la mamma - non sono solo italiani: https://www.centroeinaudi.it/lettera-economica/articoli-lettera-economica/ricerche/4185-sotto-l%E2%80%99ombrellone-il-bamboccione.html

 

5 - Link

1 - capro espiatorio: “la folla sceglie arbitrariamente un unico individuo ritenuto responsabile e lo annienta. La vittima finisce così per ricoprire due funzioni: da una parte viene riconosciuta come causa della violenza iniziale e dall’altra come potenza miracolosa che ha fatto cessare i conflitti”.

2 - https://voxeu.org/search/node/assortative

3 – https://www.centroeinaudi.it/lettera-economica/articoli-lettera-economica/ricerche/696-statistica-applicata-sex-and-the-city.html; https://www.iza.org/publications/dp/4456/genes-legitimacy-and-hypergamy-another-look-at-the-economics-of-marriage

4 – In breve ecco l’analisi economica del matrimonio proposta dalla scuola di Chicago. È nell’interesse del marito (della moglie) che la moglie (il marito) non possa lasciarlo (la), perché così può investire di più su di lei (lui), con un rischio nullo, salvo il caso di vedovanza precoce. Si ha così un accordo di lungo termine, dove il costo complessivo dei servizi affettivi può essere ridotto rispetto alle alternative. Ossia, se nessuno si sposasse, si potrebbero avere dei mercati “a pronti” di servizi affettivi, che potrebbero costare - se comprati di frequente - di più di un matrimonio duraturo. Alternativamente, i mercati “a pronti” potrebbero esserci lo stesso, ma visitati con bassa frequenza, e dunque a costo ridotto. Proprio come una fabbrica che ha bisogno di carbone ha dei contratti di fornitura a lungo termine (il matrimonio), ma ogni tanto ha bisogno di una quantità di carbone in eccesso che troverà sul mercato a pronti (la prostituzione).

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