Politica italiana - primo flash

Cinque Stelle e Lega sono ai ferri corti su quasi tutti i dossier. E' gia accaduto molte volte, con la crisi che si è sempre fermata grazie al raggiungimento di un compromesso. Anche questa volta la partitura sarà la stessa? Oppure vi sono delle novità?

La novità sono i risultati delle elezioni europee, laddove la Lega è debordata, andando sopra il 30% dei voti, mentre i Cinque Stelle sono implosi, scendendo verso il 20%. I risultati delle elezioni europee sono stati l'opposto di quelli delle elezioni nazionali dello scorso anno. Potrebbe formarsi – in assenza di nuove elezioni che si direbbe che nessuno voglia e in presenza di una crisi dell'attuale maggioranza - un governo tecnico appoggiato dei Cinque Stelle e dal Partito Democratico?

Una nuova maggioranza Cinque Stelle e Partito Democratico avrebbe abbastanza seggi alla Camera ma non al Senato, dove potrebbe trovare l'aiuto di qualche esponente di Forza Italia. Ma non è questo il punto. Nelle fila parlamentari del Partito Democratico è forte la presenza dei renziani contrari ad ogni accordo con i cinquestelle. Se si giungesse a questo accordo, l'ipotesi centrista di Renzi sarebbe messa fuori gioco. Si formerebbe, infatti, una coalizione attenta alle tematiche dell'equilibrio con la natura e della redistribuzione del reddito, ma non a quelle della produzione e della crescita. Tematiche queste ultime che potrebbero finire nelle mani dell'opposizione formata dalla Lega e Forza Italia. Una evoluzione che metterebbe in grande difficoltà il disegno (quello che abbiamo etichettato come “centrista”) di una parte del Partito Democratico, quello di osservanza renziana.

Non si ha per giustificare una nuova maggioranza che porti ad un governo tecnico all'orizzonte nemmeno una crisi finanziaria – in breve, lo spread è più alto di un anno fa, ma non è fuori controllo, e l'Italia non è stata sanzionata - che possa spingere verso un governo tecnico appoggiato da una nuova maggioranza, come accaduto nel 2011 con il governo presieduto da Mario Monti.

Un governo tecnico - se è tale - spingerebbe – ma non è detto però che ci riesca - verso un ridimensionamento della spesa pubblica e un aumento delle imposte allo scopo di ridurre fin da subito il peso del debito pubblico. Con un governo tecnico volto all'austerità una maggioranza centrata sui Cinque Stelle e sul Partito Democratico potrebbe difficilmente esibire un programma ecologico-distributivo.

Abbiamo visto come sia molto difficile, qualora si rompesse l'attuale maggioranza, trovare un'alternativa solida. Un'alternativa soldida che non spinga verso nuove elezioni. Elezioni anticipate il cui risultato, allo stato delle conoscenze, sarebbe avvolto nel buio.

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