Politica italiana - secondo flash

E' ripresa la polemica sull'autonomia regionale della Lombardia, del Veneto e dell'Emilia Romagna. Questa è la riforma bandiera della Lega, ed è contestata dal M5S, ma anche da altri parti politiche. Qui proviamo - sine ira et studio - a esporre i contorni della vicenda, facendo ruotare il ragionamento intorno ad un'unica domanda. Oggi si ridiscute il centralismo che sposta molte risorse delle regioni più ricche verso il Meridione. Nel dopoguerra, invece, questo non accadeva. Perché ora sì, mentre ieri no?

Il Meridione ha mutato spesso volto. Meglio, ha avuto diversi volti che sono mutati. Un volto era quello di essere un mercato maggiore per le esportazioni delle imprese del Nord. Un altro era quello di fornire manodopera ai tempi della industrializzazione accelerata del Nord. Questi due primi volti del Secondo Dopoguerra hanno da tempo esaurito la propulsione. Il Nord esporta in massima misura fuori dai confini nazionali, e la manodopera non qualificata proveniente da altre aree non è più richiesta. Altro volto era bilanciare il pericolo social-comunista ai tempi della Guerra Fredda. Il Meridione votò, infatti, prima per la Monarchia e poi per le forze moderate. La Guerra Fredda non c'è più e il pericolo social-comunista non si vede dove oggi possa albergare. Volto finale – quest'ultimo esauritosi per effetto della guerra persa e quindi estintosi con la rinuncia ad essere la “più piccola delle grandi potenze” - era la funzione militare. Il Meridione popoloso serviva per fornire l'esercito di soldati, e per proiettarsi verso il mare nostrum.

Queste erano le ragioni dell'interesse per così dire “materiale” del Nord a perseguire una politica di “alleanza” con il Meridione. Queste ragioni materiali non ci sono più. Il Nord potrebbe rinunciare in maniera definitiva all'ambizione di fare dell'Italia la più piccola delle grandi potenze – una progetto perseguito dall'Unità alla Seconda Guerra - e diventare come il Belgio, l'Olanda, l'Austria. Trasmutarsi in un Paese dove la politica è dissolta nell'economia e dove il Paese è junior partner del Sacro Romano Impero.

Come possiamo quantificare le numerose importanti funzioni svolte nel Secondo Dopoguerra dal Meridione: quanto vale l'aver arginato i social-comunisti? Quanto vale l'aver alimentato il grande esodo dalla campagna alla città? L'unica quantificazione di cui disponiamo – di valore limitato - è relativa al debito pubblico. Esso si è formato in Meridione, laddove le spese dello stato sono state maggiori delle entrate che traevano origine localmente. Il bilancio pubblico – inteso come surplus primario - nel Nord-Ovest è stato in avanzo, nel Nord-Est è stato prima in deficit e poi in avanzo, nel Centro quasi sempre in pareggio. Nel Meridione si aveva un disavanzo spaventoso che negli ultimi anni va riducendosi pur restando molto elevato.

Per approfondire: https://www.centroeinaudi.it/cerca.html?gsquery=meridione

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