Internet, le donne, e la carne bovina

Di Internet si dice che sia uno strumento per controllare la vita dei popoli, una sorta di "Grande fratello" del nostro tempo, oltre che uno strumento per “rimbambire” la gioventù con i selfie. Intanto che Internet è diventato un nuovo “capro espiatorio”, se ne potrebbe aggiungere un altro. Alle donne possiamo addebitare sia parte della diseguaglianza crescente, sia parte della modesta natalità che alimenta il bisogno di immigrazione. Infine, non contenti ne possiamo trovare un terzo, molto di moda, un eco-capro: l'irrazionalità del consumo di carne bovina.

Nota su capro espiatorio. Una volta, millenni fa, si addebitavano tutti i mali del mondo a un unico soggetto – un uomo o un animale, che diventava il “capro espiatorio”. Costui era capace di accogliere su di sé tutti i mali della comunità, che cacciandolo, se ne liberava. La folla sceglie arbitrariamente un unico individuo ritenuto responsabile e lo annienta. La vittima finisce così per ricoprire due funzioni: da una parte viene riconosciuta come causa della violenza iniziale e dall’altra come potenza miracolosa che ha fatto cessare i conflitti.

 

1 – Capro numero uno: Internet

Internet è una piattaforma attraverso la quale le imprese tecnologiche giganti controllano e influenzano molto di quel che facciamo. Sarà vero, ma Internet è anche a) uno strumento per scegliere gli oggetti spendendo poco tempo e ovunque nel mondo, b) per trovare in pochi secondi le ricerche e i libri che una volta avrebbero richiesto mesi di attesa e anche delle spese di viaggio non di poco conto. Tutto è accelerato.

Un terzo vantaggio di Internet di cui si parla poco è la sua capacità di rendere efficiente il “mercato dell'amore”. Una volta l'amata (o) dell'altro sesso si conosceva per amicizie, a scuola, al bar e al ristorante, alle feste religiose, e via dicendo. Oggi le conoscenza dell'amata (o) dell'altro sesso la si fa soprattutto attraverso le amicizie, ma Internet è balzato al secondo posto. Una volta l'amata (o) dello stesso sesso lo di conosceva attraverso le amicizie, oggi attraverso Internet. Si veda il grafico. Internet allarga quindi il mercato, che è un altro modo per dire che rende molto più ampia la scelta. A riprova che la scelta è tanto maggiore quanto più ampio ed efficiente è un mercato.

 

medrcato amore

 

Per chi volesse approfondire l'idea dell'incredibile risparmio di tempo che si ha con la Modernità: Hartmut Rosa, Accélération, Une critique sociale du temps, La Découverte, 2010.

Per approfondire: https://www.economist.com/briefing/2018/08/18/how-the-internet-has-changed-dating

 

2 – Capro numero due: le donne

Con le donne come capro espiatorio si possono prendere due “piccioni” - una tematica di “sinistra”, come la diseguaglianza, ed una di “destra”, come l'eccesso di immigrazione - con una sola “fava”: il ruolo controverso delle donne nel mondo moderno.

La fuoriuscita delle donne da una condizione di subalternità è una causa non secondaria della diseguaglianza in aumento. Si supponga, infatti, che i redditi maggiori siano di 30 mila euro e quelli minori di 10 mila. E si assuma che il reddito abbia un legame con l'istruzione. Se un uomo e una donna molto istruiti si sposano, il reddito della loro famiglia sarà di 60 mila euro. Se un uomo istruito sposa una donna non istruita, o viceversa, ma è difficile che questo accada come vedremo poi, il loro reddito sarà di 40 mila euro. Se due persone poco istruite si sposano, il loro reddito sarà di 20 euro. Se i figli di quelli che guadagnano di più hanno accesso alle scuole migliori dove incontrano l'anima gemella con cui fanno dei figli che, studiando meglio, alla fine guadagneranno di più, ecco che avremo una concentrazione dei redditi crescente.

Sono stati condotti degli studi in cui si vede che il reddito da qualche tempo si divarica, perché le persone di condizione sociale simile tendono a sposarsi più frequentemente di quanto accadesse una volta. Il termine tecnico è “assortative mating”. Come controprova di quanto detto, prendendo una distribuzione del reddito casuale, ossia senza che si abbia in partenza una simpatia maggiore fra persone di condizione sociale simile, si ha una distribuzione del reddito che si concentra molto meno. Insomma, se si ha una maggiore divaricazione del reddito, la “colpa” è delle donne, che, invece di studiare, ossia di accrescere il proprio capitale umano, dovrebbero «fare la calza», ossia tenerlo basso.

Accrescendo il proprio capitale umano le donne fanno meno figli. Un fenomeno che si osserva sia guardando a ritroso quanto accadeva sino ai tempi delle nonne nei Paesi occidentali, sia osservando le donne immigrate, che nel luogo d'origine generano molti figli, ma giunte qui, dopo appena un paio di generazioni, liete si accodano alle usanze locali.

Per chi volesse approfondire la relazione fra demografia e donne: Paul Morland, The Human Tide, Public Affairs, 2019

 

3 – Capro numero tre: le mucche

Gli animali non rendono tutta l'energia che consumano. La differenza fra quanto mangiano e quanto rendono è l'energia di cui hanno bisogno per vivere limitatamente al periodo utile prima della macellazione. Ciò è ovvio, ma da un altro punto di vista si ha uno spreco. Se una parte dell'energia non ritorna perché consumata dagli animali, allora si deve ampliare lo spazio a disposizione ed il numero di animali per raggiungere una certa quantità di carne offerta. Lo spazio è quindi ampliato a danno di altri usi agricoli, e il maggior numero di animali richiede anche molte più risorse, come quelle idriche. Il risultato in termini di numeri è che ben l'ottanta per cento della terra agricola serve per l'allevamento. Allevamento che produce solo il venti per cento delle calorie. Come conseguenza si potrebbe pensare di incrementare la quantità di calorie attraverso le piante usando la terra che ora è usata per l'allevamento. Si otterrebbe una maggiore efficienza, ossia un uso migliore delle risorse per unità di prodotto (calorico). Inoltre e infine, le emissioni di anidride carbonica che hanno origine nel mondo dell'allevamento in un mondo diventato “vegano” sarebbero più che dimezzate. Vi sono anche delle opzioni meno estreme che diventare vegani: i polli producono meno di un sesto dell'anidride delle mucche per unità calorica.

Sulle risorse agricole: https://www.economist.com/briefing/2018/10/13/why-people-in-rich-countries-are-eating-more-vegan-food

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