Nel novembre 2016 e a febbraio-marzo 2016 una folta delegazione del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e di altri esperti si sono recati in Germania in applicazione del FSAP (Financial Sector Assessment Program) le cui finalità consistono nella valutare la stabilità dei sistemi finanziari nel loro insieme. Durante le visite gli esperti hanno incontrato le maggiori istituzioni finanziarie pubbliche e private del paese. Infine, i risultati delle verifiche sono stati discussi con le autorità a maggio 2016 prima della loro divulgazione (*).

Riprendiamo il ragionamento sulle due banche italiane di medie dimensioni aggiungendo alcuni elementi sulle caratteristiche reddituali e patrimoniali. Come totale attivo le due banche sono oggi molto simili anche se la banca “no” ha subito negli ultimi sei anni un netto calo derivante dalla crisi che sta ancora attraversando.

Di fronte ad una forte disaffezione borsistica nei confronti delle banche europee merita tentare di fornire qualche spunto che permetta di distinguere le buone dalle cattive ragioni. Per fare questo prendiamo due classiche banche italiane di medie dimensioni ed analizziamo cosa è accaduto dal 2010 al 2015 ad alcune significative variabili di bilancio. L’obiettivo consiste nel tentare di cogliere le ragioni che hanno determinato percorsi industriali e borsistici completamente differenti. Infatti la banca ”sì” gode di ottima salute mentre la banca”no” sta decisamente faticando.

La differenza fra le spese e entrate di uno stato prima del pagamento degli interessi è il saldo primario. Se questo è negativo – ossia in deficit – si emette del debito pubblico per coprire la differenza. Se poi vi è del debito pregresso si debbono pagare gli interessi su quest'ultimo. Quindi in caso di deficit primario si emette del nuovo debito prima di pagare gli interessi sul debito emesso. In caso di surplus avviene il contrario. L'avanzo di bilancio paga una quota degli interessi sul debito emesso.

Internet of Things, sharing economy e Collaborative Commons: il nuovo ordine economico globale promuove principi di collaborazione, condivisione, autoproduzione ed estinzione della proprietà privata. Il capitalismo scompare o piuttosto esplora nuovi scenari?