La valutazione dei mercati azionari è un esercizio complesso che assorbe notevoli risorse umane e tecnologiche e che può portare a conclusioni anche radicalmente opposte per i diversi parametri utilizzati. Inoltre, non è scontato che ad una maggiore sofisticazione matematico-statistica corrisponda una migliore performance dei portafogli rispetto a scelte di investimento basate su strumentazioni meno “scientifiche”.

Lo studio di Credit Suisse (CS) (*) sul comportamento borsistico delle imprese familiari (IF) offre altri spunti di interesse, oltre a quelli già descritti, che meritano di essere considerati data la rilevante dimensione informativa contenuta ed utilizzabile nelle scelte di investimento degli investitori professionali e non.

Dal 2006 le imprese familiari hanno surclassato le società ad azionariato diffuso. Questo è il risultato di una analisi approfondita di Credit Suisse (CS)(*). Fatto 100 l’indice nel 2006 le società familiari sono cresciute di due volte e mezza mentre le altre società sono cresciute del 50% (grafico 1). Entriamo nei dettagli.

Partiamo dalla fine: la direzione dei corsi azionari negli USA è principalmente soggetta al modo in cui si chiuderà l’anomala distanza tra crescita attesa degli utili e crescita attesa del Prodotto Interno Lordo (PIL) reale (al netto della crescita dei prezzi).

Sono tre (sic) le variabili economiche e finanziarie sulle quali si sta concentrando l’attenzione e che tendono a ruotare intorno allo stesso valore di riferimento, il 3%. In alcuni casi le si vorrebbe inferiori ed in altri superiori a quello che sembra un punto focale su cui si stanno scontrando diverse visioni economiche e politiche. L’unico elemento di certezza è l’imprescindibile legame tra le variabili coinvolte.