Fare previsioni è una attività delicata e complessa in ogni campo. E’ consuetudine degli investitori ragionare sulle prospettive del nuovo anno su cui fondare le basi per stabilire come allocare gli investimenti al fine di raggiungere il miglior risultato possibile in termini di rendimento ed assumendo il rischio più opportuno in funzione delle caratteristiche di ogni singolo portafoglio.

Guardando la composizione degli indici delle principali Borse mondiali così come sono rappresentati dai rispettivi ETF (Exchange Traded Fund) si ottengono informazioni che possono servire ad orientarsi nell’investimento azionario effettuato per mercati ed attraverso gli strumenti più semplici, economici e almeno teoricamente rappresentativi, ovvero gli stessi ETF.

La Banca Centrale Europea (BCE) ha pubblicato nel giugno del 2017 (*) un’analisi sulla tempistica delle riforme strutturali attuate in quaranta paesi appartenenti all’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e all’Eurozona in un arco temporale ampio e riguardante quattro aree di intervento: il mercato del lavoro, il mercato dei prodotti, l’ambiente economico e gli investimenti dall’estero.

L’evolversi degli eventi legati alle cosiddette critpovalute aumenta il numero degli interrogativi anziché il contrario. Ribadiamo che affrontare un argomento così complesso, inesplorato e ipertecnico significa prendersi il rischio di facili errori ed omissioni. In ogni caso la quotazione del future sul Bitcoin al Cboe Options Exchange (Cboe) e al Chicago Mercantile Exchange (CME) determina il coinvolgimento diretto dei mercati finanziari in senso lato, facendo uscire dalla tana l’oggetto misterioso e sollevando, appunto, nuovi interrogativi.

Il tema della volatilità, in alcuni momenti ampiamente dibattuto e sviscerato, è oggi passato decisamente in secondo piano. Per memoria, trattasi della misura dell’intensità della variazione dei prezzi di una attività finanziaria, efficacemente definita come l’indicatore del nervosismo dei mercati. La mancanza di nervosismo riduce la volatilità e, parallelamente, l’interesse finanziario e mediatico per l’argomento.