Sullo spread (nientemeno)

La Banca Centrale Europea (BCE) produce ormai da tempo una serie storica (*) che considera due universi di titoli governativi della zona euro: una prima serie che considera solo le emissioni AAA e una seconda serie che considera tutte le emissioni governative.

 

Sulla prima serie non c’è molto da dire perché sostanzialmente coincide con le emissioni della Germania mentre la seconda serie è più interessante perché potrebbe rappresentare i rendimenti della ipotetica emissione unica della zona euro se esistesse un unico emittente governativo. Non è solo noto ma addirittura ossessivo il confronto tra il rendimento a scadenza dei titoli decennali italiani e tedeschi la cui differenza aritmetica si chiama Spread.

In una visione non bilaterale ma multilaterale delle vicende dell’eurozona sembrerebbe più logico fare riferimento alla serie completa dei rendimenti governativi e non ai rendimenti migliori, quelli più bassi della Germania, secondo il vecchio adagio che nel mezzo sta la virtù. Rispetto allo spread con la Germania attuale di oltre 300 punti il valore si dimezza a circa 150 punti, valore inferiore ai 250 punti della crisi del 2011/2012 ma comunque elevato.

Il valore è elevato soprattutto rispetto al decennio 1999/2009 quando la distanza non superò mai 50 punti e fu addirittura negativa, ovvero a favore dell’Italia, a inizio 2010 quando le crisi bancarie di altri paesi fecero salire i rendimenti dell’eurozona mentre quelli italiani rimasero stabili. Un'altra osservazione che può essere meritevole di attenzione riguarda i livelli precedenti l’introduzione dell’euro. Si può notare che durante la crisi del 1992 lo spread tra i rendimenti decennali dei titoli italiani rispetto all’insieme dei titoli governativi dell’eurozona superò in alcune fasi ampiamente i 400 punti con i rendimenti italiani al 14% e oltre!

Nella fase di stabilità del primo decennio del 2000 i rendimenti dei titoli italiani e dell’eurozona si collocarono tra il 4% e il 5%, senza che si creassero particolari tensioni principalmente in virtù dell’assenza di fenomeni di crisi bancarie. Oggi i rendimenti sono ancora inferiori rispetto alla fase di stabilità, persino quelli italiani. Questo confronto multilaterale e non germanico-centrico sembra far riemergere l’importanza della solvibilità dei sistemi bancari e del ruolo della BCE come elemento cruciale nelle fasi di tensione finanziaria, tema che fatica ancora oggi, dopo le numerose esperienze, a trovare una adeguata soluzione o soltanto un diverso approccio rispetto al passato.

(*) https://www.ecb.europa.eu/stats/financial_markets_and_interest_rates/euro_area_yield_curves/html/index.en.htmldue

spread 1

spread 2

Commenti

Main partner