Biblioteca della Libertà

Anno XXXVI, n. 159, maggio-giugno 2001

Il Vangelo e la ricchezza

The Gospel and wealth

Il Vangelo e la ricchezza

Si tratta di un dibattito di notevole spessore, pubblicato integralmente per la prima volta, svoltosi nell’ambito di un ciclo di lezioni su "Etica cattolica e società di mercato" organizzato dall’Unione Industriale di Torino. Il dibattito, assai ampio, è stato introdotto e concluso, con interessanti interventi anche del pubblico, da Mario Deaglio; relatore è stato Padre Angelo Tosato, scomparso il 30 aprile 1999, uno degli studiosi che, nell’ambito del cattolicesimo, più hanno saputo tenere posizioni aperte alla libertà di impresa e alla libera concorrenza. La sua tesi è che l’insegnamento evangelico circa la ricchezza, così come comunemente è conosciuto e divulgato, è un insieme di luoghi comuni, una deformazione dell’insegnamento autentico del Vangelo. Dopo aver illustrato i molti motivi per dubitare – anche senza essere esegeti – che questo insegnamento corrente sia attendibile, egli conclude affermando che accostarsi al Vangelo con lo studio, comprendendolo nel suo contesto culturale e storico, significa riappropriarci del nostro patrimonio spirituale. Ritrovare il Vangelo è ritrovare lo spirito del Vangelo. Conoscere il Vangelo, lasciando cadere l’idea di conoscerlo, sembrerebbe, quindi, un’opera estremamente preziosa da sviluppare, per i cristiani soprattutto, ma anche per i non cristiani.

This is a debate of noteworthy importance published for the first time in full and was held in a series of lessons on ‘Catholic ethics and market society’ organised by the Unione Industriale di Torino. The presentation and conclusion to the fairly broad debate were made by Mario Deaglio; there was interesting participation from the public; the speaker was Father Angelo Tosato, who died on 30th April 1999, and was an expert in the Catholic world whose stance was most open to free enterprise and competition. The theory he upheld is that the Gospel teaching about wealth, as is commonly known and spread, is a set of clichés and a deformation of the true word of the Gospel. Having illustrated the many motives for doubt – even without being exegetes – in the credibility of the current teaching, he concludes by confirming that by drawing closer to the Gospel through study, understanding it in its cultural and historical context, means that we can once again take possession of our own spiritual heritage. Rediscovery of the Gospel is rediscovery of the spirit of the Gospel. To know the Gospel, by forgetting we know it, would seem therefore extremely valuable above-all for christians, but also for non-christians.
Abstract

Una ricerca del Centro Einaudi sul fallimento in Italia • 3 / Documentazione: le riforme in Francia e Germania, e il caso inglese

A Centro Einaudi report on bankruptcy in Italy • 3 / Documentation: the reforms in France and Germany and the situation in the United Kingdom

Una ricerca del Centro Einaudi sul fallimento in Italia • 3 / Documentazione: le riforme in Francia e Germania, e il caso inglese

Questo articolo si propone di dar conto delle riforme in atto e della legge vigente in materia di procedure concorsuali nei principali paesi europei: Francia, Germania e Inghilterra. L’analisi comparativa delle regole del diritto fallimentare offre una prospettiva migliore per vedere quale sia la via percorribile dal legislatore italiano, laddove voglia riprendere il progetto di riforma del governo Amato e proporre un nuovo progetto di riforma del diritto fallimentare. Riforma che viene sempre di più invocata a gran voce dagli operatori, visti i tempi e i costi "fallimentari" del nostro modello. Nella conclusione vengono evidenziati gli elementi comuni alla riforma del diritto fallimentare europeo che poi si ritrovano anche nel progetto di riforma Amato.

This article proposes to relate the reforms underway and the current law as far as bankruptcy procedures are concerned in the main European countries: France, Germany and the United Kingdom. The comparative analysis of bankruptcy law regulation gives a better perspective in understanding the best route to follow for the Italian legislator who wants to return to the reform proposed by the Amato government proposing a new reform project in bankruptcy law. A reform that is increasingly insisted upon by the operators given the time and costs involved in ‘bankruptcy’ according to the Italian model. The conclusion highlights the elements to the European bankruptcy law and the Amato reform project.
Abstract

Una ricerca del Centro Einaudi sul fallimento in Italia • 2 / Necessaria una, parziale, depenalizzazione

A Centro Einaudi report on bankruptcy in Italy • 2 / Is a partial depenalization necessary?

Una ricerca del Centro Einaudi sul fallimento in Italia • 2 / Necessaria una, parziale, depenalizzazione

Non v’è dubbio che l’ordinamento penale vigente veda nel fallimento dell’impresa un momento di allarme economico-sociale, meritevole in quanto tale di sanzione. Nell’articolo si esamina inizialmente il quadro sanzionatorio attuale, che risulta aggravato dalla circostanza che le norme in tema di bancarotta sono costruite su una duplice presunzione: di sussistenza di rapporto causale e di colpevolezza. L’analisi prosegue con le prospettive di riforma, seppur parziali, contenute nel progetto Mirone. Tra i temi discussi dall’autore, i profili di responsabilità per la fase di gestione della crisi dell’impresa e le cornici edittali. Oggi infatti il reato di bancarotta è punito con la reclusione da tre a dieci anni, cioè con la stessa severità riservata alla rapina o ad altre fattispecie criminose. L’elevato rischio penale induce spesso l’imputato a prediligere riti alternativi (ad esempio il cosiddetto "patteggiamento"): sarebbe invece necessario prevedere forme di graduazione della pena in funzione della condotta concreta e della collaborazione prestata dall’imputato.

There can be no doubt that the penal system in force sees in company bankruptcy a moment of social and economic alarm, and as such warranting sanctions. Initially the article examines the current penal framework aggravated by the fact that bankruptcy norms are based upon a dual presumption: the existence of a causal relationship and guilt. Reform prospects if only partial in the Mirone project are then analysed. Profiles of responsibility during the phase of the business’s crisis management and the frames of edict are amongst the themes discussed by the author. Today the sentence paid for a bankruptcy offence is from three to ten years imprisonment, the same as robbery or similar crimes. The high level of risk involved therefore frequently pushes the defendant into alternative measures (for example the so-called ‘compromise’): however perhaps what is necessary is a grading of sentences according to the defendant’s conduct and collaboration.
Abstract

Una ricerca del Centro Einaudi sul fallimento in Italia • 1 / Verso una riforma

A Centro Einaudi report on bankruptcy in Italy • 1 / Towards an ‘American’ reform?

Una ricerca del Centro Einaudi sul fallimento in Italia • 1 / Verso una riforma

L’articolo si propone di evidenziare i principali limiti della legislazione italiana sul fallimento e di ipotizzare gli effetti possibili di una riforma ispirata alla legge fallimentare nordamericana, il Bankruptcy Act del 1978. L’introduzione del modello americano nell’ambito del sistema legale italiano può modificare in maniera radicale il mercato dei tradizionali servizi professionali correlato alle procedure concorsuali. Il sistema italiano è ora fortemente influenzato dall’esperienza americana sulla corporate governance ed il controllo finanziario, tuttavia non esiste ancora un panorama istituzionale capace di proporre nuovi strumenti e procedure in ambito fallimentare. In Italia la dimensione, la mentalità e le competenze professionali di classe dirigente, studi legali e di consulenza, banche d’affari, offrono alle istituzioni internazionali un’opportunità di ingresso nel mercato nazionale dei servizi professionali per la gestione di crisi aziendali e fallimento. La riforma del diritto fallimentare italiano è tuttavia fortemente influenzata dalle divergenti posizioni e istanze di operatori professionali nazionali ed internazionali, rivelando un interessante punto di vista in grado di misurarne la globalizzazione in atto.

The article’s aim is to point out the main failures in Italian bankruptcy law and to forecast the possible effects of a reform inspired by United States legislation: the U.S. Bankruptcy Act of 1978. The introduction within the Italian legal system of American standards may determine a total change in previous professional market services related to bankruptcy procedures. Italian standards are now strongly dependent on American experience in the main structure of corporate governance and financial control, indeed, there is not yet an institutional setting able to spread new tools and methods in the field of bankruptcy. The size, the mindset and the professional skills of Italian management, law firms, consultant firms and merchant banks is offering an opportunity to international institutions to enter the Italian market of professional services for company crises and bankruptcy. The reform of Italian bankruptcy law is however strongly influenced by the opposite positions and requests of national and international professionals, showing an interesting point of view for measuring globalisation in action.
Abstract

L’europeo del Risorgimento

The Risorgimento European

L’europeo del Risorgimento

La singolarità di molte biografie cavouriane è di chiudersi con un interrogativo: che corso avrebbe seguito la storia italiana se la febbre malarica non avesse troncato la vita di Cavour dopo pochi mesi dall’insediamento del primo parlamento nazionale? Il punto sul quale la storiografia si è trovata concorde è la dimensione europea dell’opera compiuta da Cavour nel processo formativo dell’identità nazionale italiana; e nella cornice europea la statura dello statista risulta ingigantita dal paragone con le modeste dimensioni del Regno di Sardegna. La statura europea di Cavour offre una mezza risposta all’interrogativo sull’Italia quale avrebbe potuto essere se egli non fosse morto a cinquant’anni; nel senso che Cavour fu più moderno della nazione che gli riuscì di formare. La libertà di scambio e il pluralismo confessionale sono i due connotati europei del pensiero di Cavour che vengono approfonditi in questo articolo.

Many biographies of Cavour strangely finish in a question: how would Italian history have been different if malaria had not cut short Cavour’s life but a few months after setting up the first national parliament? There is general historical agreement in the European dimension of Cavour’s work in the forming of an Italian national identity, and within a European framework the stature of the statesman grows enormously when compared to the modest dimensions of Kingdom of Sardinia. The European stature of Cavour is half an answer to the question as to what Italy might have become if he had not died at the age of fifty, in that Cavour was more modern than the state that he succeeded in forming. The two European connotations of Cavour’s thinking that this article goes into are the freedom of exchange and confessional pluralism.

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Abstract

Se lo stato-nazione possa ancora essere utile ai suoi cittadini

Whether the nation-state can still be of use to its people

Se lo stato-nazione possa ancora essere utile ai suoi cittadini

In questo saggio si affrontano, dal punto di vista economico, alcuni dei problemi che vengono posti dal crescente divario fra lo spazio politico e lo spazio del mercato, a discapito dell’ambito di intervento della politica. Lo stato-nazione, come lo conosciamo, è sottoposto ad una duplice pressione: da una parte tende a frantumarsi in enti politici minori e dall’altra necessita di mettersi d’accordo con gli altri stati per raggiungere obbiettivi (su problematiche ambientali, sanitarie, eccetera) e ottenere beni pubblici che si riferiscono ad aree ben più ampie di quelle delimitate dai confini nazionali. Per una serie di ragioni politiche e tecnologiche, è successo che il confine del mercato ha cessato di essere collegato al confine dello stato. Quando i benefici dell’allargamento del mercato non dipendono dalla dimensione dello stato è naturale che, negli stati esistenti, chi eventualmente abbia delle aspirazioni secessionistiche verrà rafforzato nelle sue convinzioni e cercherà di tradurle in realtà. Contestualmente, problemi di sovrapposizione di sfere di sovranità e mali pubblici mondiali sono diventati di grande rilevanza pratica, rendendo palese la situazione di impotenza dell’attuale sistema degli stati. Lo studio pone particolare attenzione alla situazione del nostro paese e all’incerto futuro dell’Unione Europea.

This article deals with problems from an economic viewpoint arising from the growing gap between politics and market to the detriment of political intervention. The nation-state as we know it is under dual pressure: on the one hand it is tending to break up into minor political bodies and on the other it has to fall in line with the other states in order to reach objectives (environmental questions, health etc.) and obtain public benefits that spread over areas much wider than just state boundaries. The market boundary for a series of political and technological reasons is no longer connected to state boundaries. When the benefits of market spread do not depend on the size of the state it is natural that whoever in the existing states has secessionist tendencies will have his convictions strengthened and will try to carry them out. The problems of superimposing spheres of sovereignty and the present global ills have now become very relevant from a practical point of view and highlight impotence of the current state system. Particular attention is given to the situation in Italy and the uncertain future of the European Union.
Abstract

Il futuro dell’Europa e la tradizione liberale

The future of Europe and the Liberal tradition

Il futuro dell’Europa e la tradizione liberale

L’articolo individua alcune opportunità storiche e possibilità pratiche di attuare il progetto di un’unione politica estesa a tutto il continente europeo. Gli ostacoli da superare sono la mancanza di un’identità politica, sottolineata dal confronto dell’Unione Europea con gli Stati Uniti, e le differenze culturali fra i popoli che compongono l’Unione Europea. Nel primo caso, la soluzione proposta è la creazione di nuove e concrete opportunità di partecipazione dei cittadini europei al processo decisionale europeo. Nel secondo caso, il problema non è risolvibile attraverso l’adozione di una Carta dei Diritti Fondamentali vincolante per tutti i paesi, ma attraverso la distinzione, più compatibile con la tradizione liberale, fra diritti costituzionali vincolanti per tutti i paesi e la scelta delle priorità politiche, affidata ai singoli paesi. Dal punto di vista organizzativo, di conseguenza, il progetto di un’unione politica europea non dovrebbe ispirarsi ai modelli nazionali di federalismo, ma puntare al rafforzamento di un sistema di scelta di mercato efficiente attraverso un sistema di scelta politica sovranazionale altrettanto efficiente.

The article identifies historical and practical opportunities in setting up a political union spread over the whole of the European continent. Lack of European political identity and cultural differences between the peoples of the Union are hurdles to be got over and are underlined by comparison of the European Union with the United States. In the first case the proposed solution is to create new and concrete opportunities for European citizens to take part in the European decision-making process. In the second one the problem can’t be solved by adopting a Charter of Fundamental Rights that every country is bound by, but instead through the distinction, which is more compatible with the liberal tradition, between the constitutional rights that every country is bound by and the choice of political priorities delegated out to the various individual countries. A European political Union, from an organisational point of view therefore should not follow national models of federalism but instead aim at strengthening the system of efficient market choice through a system of supernational choice that is just as efficient.

Abstract

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