Biblioteca della Libertà

Anno XXXVI, n. 161, settembre-ottobre 2001

Le ricerche del Centro Einaudi / Il «supermercato» europeo

Centro Einaudi Reports / The European 'Supermarket'

Le ricerche del Centro Einaudi / Il «supermercato» europeo

Questo lavoro si inserisce all’interno del dibattito concernente l’esistenza di una "specificità" dei paesi che partecipano al processo di integrazione iniziato nei primi anni del secondo dopoguerra con la firma del Trattato di Roma. In particolare si vuole tentare di rispondere a due domande: la prima è se esista una vocazione di tali paesi all’integrazione, se cioè essi presentino sostanziali differenze rispetto agli altri "compagni di viaggio" nel processo di crescita e sviluppo economico; la seconda questione riguarda l’esistenza di effetti positivi del processo in atto. Lo scopo di questo scritto è quello di analizzare i flussi di commercio con l’estero dei principali Stati membri dell’Unione Europea, per cercare di mostrare che anche su questo fronte esistono analogie atte a giustificare la creazione di un’unione economica, monetaria e magari anche politica. La risposta alle precedenti due domande sembra essere senz’altro positiva, pare cioè emergere una iniziale "tipicità" che si va rafforzando nel corso del trentennio analizzato: i paesi europei, alcuni dei quali partiti da lontano, evidenziano una tendenza all’omogeneità, convergono soprattutto per quanto riguarda la struttura delle bilance commerciali relative alle commodities, talvolta in forte contrasto rispetto alle altre economie del campione.

This essay is a contribution to the debate on whether there is something specific about the countries that are taking part in the integration process which began in the immediate postwar years following the signing of the Treaty of Rome. More specifically, it seeks to answer two questions: i) do such countries possess a penchant for integration, and are they substantially different from their ‘travelling companions’ in the process of economic growth and development? ii) is the ongoing process having positive effects? The essay analyses the overseas trade flows of the principal Member States of the European Union, seeking to demonstrate that analogies exist here too to justify the setting up of an economic, monetary and perhaps even political union. The answers to the two questions would appear to be affirmative in that an initial ‘typicality’ has gradually been built upon in the thirty-year period taken into account. European countries display a tendency towards homogeneousness (which, in some cases, goes back a long way), and converge above all in terms of the structure of their commodity trade balances, which sometimes clash sharply with those of the other economies studied in the sample.
Abstract

Le ricerche del Centro Einaudi / Traffico limitato: i vincoli materiali del B2C

Centro Einaudi Reports / Limited Traffic: The Physical Constraints of B2C

Le ricerche del Centro Einaudi / Traffico limitato: i vincoli materiali del B2C

Questo lavoro è tratto dal Terzo Rapporto Centro Einaudi/SISIM sulla distribuzione in Italia (Commercio, la modernizzazione silenziosa, novembre 2001). Oltre a fare il punto sull’evoluzione del sistema della distribuzione in Italia, visto all’interno del quadro europeo e globale, il Rapporto tradizionalmente contiene un osservatorio sullo sviluppo dell’e-commerce. In queste pagine l’autore trae un primo bilancio e disegna una prima spiegazione della crisi della .com economy, che ha spazzato i listini delle matricole di Internet nelle Borse di tutto il mondo. Oltre ad aspetti squisitamente finanziari e borsistici, la passata stagione di passione per i titoli azionari delle società dell’e-commerce ha messo in luce con chiarezza un limite stringente allo sviluppo del B2C: l’insufficienza delle materialissime reti logistiche che devono chiudere, con la consegna della merce, il cerchio aperto dal consumatore cliccando sulla virtualissima pagina web del sito del venditore.

This essay is taken from the Third Centro Einaudi/SISIM Report on the retail trade in Italy (Retail trade, modernisation in silence, November 2001). Besides reporting the evolution of the distribution system in Italy within the European and global context, the Report traditionally offers an overview of the development of e-commerce. In these pages, the author provides an initial summing-up and attempts to explain of the crisis of the .com economy, which has swept away the lists of Internet ‘rookies’ from stock exchanges the world over. Aside from exquisitely financial and stock exchange aspects, past enthusiasm for the stock of e-commerce companies clearly highlighted a significant limit on the development of B2C: the insufficiency of the highly tangible logistic networks that, with the delivery of goods, have to close the circle opened by the consumer when he clicks on the highly virtual web page of the seller’s site.
Abstract

Le ricerche del Centro Einaudi / Investimenti delle famiglie, rischio e ruolo degli intermediari

Centro Einaudi Reports / Family Investment: Risk and the Role of Intermediaries

Le ricerche del Centro Einaudi / Investimenti delle famiglie, rischio e ruolo degli intermediari

A due anni di distanza dai massimi storici toccati dalle Borse mondiali, dopo gli attentati dell’11 settembre, il quadro macroeconomico globale è perturbato. Si tratta forse di una inevitabile fase di trasformazione dopo la crescita impetuosa degli anni passati. I sistemi economici occidentali hanno probabilmente accumulato sufficienti risorse per avere una pausa di riflessione, per ripulire i bilanci pubblici e privati, per rivedere i criteri di scelta degli investimenti, per dare una nuova dimensione alle considerazioni etiche, alla regolamentazione e alla trasparenza. È quindi appropriato porsi domande anche sul funzionamento dei mercati finanziari, per individuare se esistano dei problemi da risolvere, per chiedersi se tutto vada bene o sia invece il caso di ripensare i canali di scelta delle attività finanziarie. Questo lavoro, nato nell’ambito del XIX Rapporto Bnl/Centro Einaudi sul risparmio e sui risparmiatori in Italia, cerca di meditare sugli aspetti sostanziali del rischio dei portafogli detenuti dalle famiglie italiane, per la cui misurazione corretta molta strada rimane ancora da fare. L’autore conclude che ogni miglioramento, pur possibile, non modifica il messaggio di fondo: il calcolo del rischio correntemente effettuato è più che altro una convenzione che non è in grado di dare vere risposte alle attese degli investitori.

Two years ago, the world’s stock exchanges reached record peaks. Today, in the wake of the terrorist attacks of September 11, the global macroeconomic picture is unsettled in what is, arguably, an inevitable phase of transformation after the rapid growth of previous past years. Western economic systems have probably accumulated enough resources to pause for reflection, clean public and private accounts, review investment choice criteria, and add a new dimension to ethical considerations, regulation and transparency. It is thus appropriate to raise questions about the funding of financial markets, to establish whether there are problems to be solved and to ask whether everything is proceeding satisfactorily or whether the channels for the choice of financial activities are in need of a rethink. This study, part of the 19th Bnl/Centro Einaudi Report on savings and investors in Italy, explores the substantial risk factors for the portfolios of Italian families, the proper measurement of which still has to be fully perfected. The author concludes that, albeit possible, improvement would in no way alter the underlying message: namely, that risk calculation as it stands at present is more than anything else a convention incapable of offering real responses to investors’ expectations.
Abstract

Mercati del lavoro e welfare state: che cosa la globalizzazione (non) implica

Labour Markets and Welfare State: What Globalisation Does (Not) Imply

Mercati del lavoro e welfare state: che cosa la globalizzazione (non) implica

È opinione diffusa tra cittadini ed élites dei paesi capitalisti avanzati che la globalizzazione eserciti formidabili pressioni sul funzionamento dei mercati del lavoro e sui sistemi di protezione sociale dei loro paesi. L’aumento degli scambi commerciali e l’internazionalizzazione dei processi produttivi indurrebbero maggiore diseguaglianza salariale oppure creerebbero disoccupazione tra i lavoratori meno qualificati, mentre l’integrazione dei mercati finanziari e l’accresciuta mobilità dei capitali obbligherebbero gli stati nazionali a diminuire la tassazione dei capitali e ne ridurrebbero drasticamente le capacità di guida politico-economica e le possibilità di perseguire politiche redistributive. A fare le spese di tutto questo sarebbero i sistemi di protezione sociale, inesorabilmente destinati a convergere, assumendo quella snella silhouette che molti ritengono condizione necessaria per la sopravvivenza dell’economia di un paese nel mercato globale. Questo saggio cerca di revocare in dubbio molte fra tali conclusioni, mostrando però come vi sia un aspetto della globalizzazione carico di conseguenze per gli stati del benessere contemporanei: la sua dimensione politica e ideologica, connessa alla costruzione del discorso pubblico nelle democrazie avanzate – in altre parole, la sua logica politica.

It is a widely held opinion among both citizens and elites in advanced capitalist countries that globalisation exerts formidable pressure on the working of their labour markets and social protection systems. It is believed that the increase in productive processes either induces greater wage inequality or creates unemployment among the least skilled workers, whereas the integration of financial markets and increased mobility of capitals obliges states to lower taxation on capitals and drastically reduces their capacity to act as political-economic guides and pursue redistribution policies. All this is said to be to the detriment of social protection systems, inexorably bound to converge and trim down to the slim silhouette many believe to be a necessary condition for the survival of any national economy in the global market. This essay questions many of these conclusions, but also reveals that one aspect of globalisation is fraught with consequences for prosperous contemporary states; namely, its political and ideological dimension as a result of the building of the public discourse in advanced democracies – in other words, its political logic.

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Abstract

Profilo Italia / Eppur si muove? Politiche di liberalizzazione e cambiamento

Italy / Yet It Does Move! Policies of Liberalisation and Institutional Change

Profilo Italia / Eppur si muove? Politiche di liberalizzazione e cambiamento

In questo lavoro viene analizzato il rapporto tra l'assetto istituzionale italiano e le politiche di liberalizzazione e di semplificazione, adottando come criterio di riferimento per la valutazione della performance delle istituzioni la tempestività nel produrre risposte ai nuovi problemi sociali senza aumentare il tasso di coercizione e senza distribuirne arbitrariamente le conseguenze favorevoli e quelle negative. In termini generali, i processi di liberalizzazione vengono definiti come quei cambiamenti dei vincoli istituzionali che permettono di ridurre i costi dell'interazione sociale derivanti dalla presenza e dall'azione dello stato, ossia di ridurre il tempo individuale e sociale necessario al mantenimento della struttura pubblica e delle sue funzioni. Dagli indicatori utilizzati nell'analisi emerge un quadro per certi versi contraddittorio: nel sistema politico italiano è stato faticosamente avviato, nel corso degli ultimi anni, un tentativo di liberalizzare alcune aree d'interazione sociale, in particolare nel campo dei rapporti tra cittadini e amministrazione pubblica, ma tale processo stenta a produrre risultati apprezzabili.

In this essay, the authors analyse the relationship between the Italian institutional arrangement and policies of liberalisation and simplification. The criterion they adopt to assess the performance of institutions is the latter’s promptness in producing responses to new social problems without increasing the rate of coercion and without distributing its favourable and negative consequences randomly. In general terms, the authors define the processes of liberalisation as changes in the institutional constraints that permit a reduction of the social interaction costs resulting from the presence and action of the state – that is, a reduction of the individual and social time needed to maintain the public structure and its functions. The picture drawn by the indicators used in this analysis is to some extent contradictory. In the course of the last few years, the Italian political system has sought, not without difficulty, to liberalise some areas of social interaction, in particular in the field of relations between citizens and public administration, but for the moment the process is struggling to produce appreciable results.
Abstract

Profilo Europa / Sussidiarietà, interessi degli Stati e tutela dei cittadini

Europe / Subsidiarity, the Interests of States and Citizen Protection

Profilo Europa / Sussidiarietà, interessi degli Stati e tutela dei cittadini

L’autore esamina una delle questioni cruciali che dovrà affrontare la Convenzione Europea, quella di individuare i criteri che devono presiedere alla ripartizione delle competenze fra Unione e Stati (e regioni, ove costituzionalmente previste). Sul punto, la dichiarazione di Laeken formula specifici interrogativi, che attengono all’applicazione del principio di sussidiarietà e alla tutela degli interessi sia degli Stati, sia dei cittadini europei. Per rispondere a tali interrogativi, l’autore propone un criterio di definizione delle competenze che distingua, anche al fine di una piena legittimazione politica dell’Unione, fra quelle che le sono assegnate nell’interesse proprio degli Stati membri e quelle che invece le sono conferite al fine di tutelare gli interessi dei cittadini. Nel primo caso l’elenco delle competenze dovrebbe essere rigido e rigidamente interpretato, e i singoli Stati potrebbero liberamente decidere di non conferire specifiche funzioni all’Unione, mantenendone l’esercizio; nel secondo invece l’assegnazione all’Unione sarebbe obbligatoria, e l’interpretazione più flessibile. In numerosi casi, poi, occorrerebbe prevedere l’esercizio congiunto di competenze a livello federale e statale. Infine, l’autore specifica come dovrebbero differenziarsi, per i due tipi di competenze, il ruolo del Consiglio dei Capi di Stato e di Governo e quello dei Parlamenti (europeo e nazionali), le modalità applicative (comunque da snellire e modernizzare) e le forme di controllo giurisdizionale.

The author explores one of the critical points on the European Convention agenda: namely, the identification of criteria for the sharing of competences between Union and states (and regions wherever constitutionally envisaged). The Laeken Declaration formulates specific questions vis-à-vis the application of the subsidiarity principle and the protection of the interests of both European states and citizens. The author proposes a criterion for the definition of competences; partly to grant full political legitimacy to the Union, he distinguishes between competences assigned in the interests of Member States and those assigned to protect citizens’ interests. In the first case, the list of competences ought to be rigid and rigidly interpreted, and single States might freely decide not to grant specific functions to the Union and continue to exercise them themselves. In the second case, instead, the assignment of functions to the Union would be compulsory and the interpretation thereof more flexible. In numerous cases, moreover, it would be necessary to envisage the joint exercise of competences at federal and state level. The author, finally, specifies how the roles of the Council of Heads of State and Government and the Council of Parliaments (European and national) ought to be differentiated according to the two types of competence, application procedures (which need to be streamlined and modernised) and forms of jurisdictional control.
Abstract

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