Biblioteca della Libertà

Anno XXXVII, n. 163, gennaio-aprile 2002

Le ragioni della corruzione nelle imprese privatizzate dei paesi ex comunisti

Reasons for corruption in privatised enterprises in the former Communist countries

Le ragioni della corruzione nelle imprese privatizzate dei paesi ex comunisti

In molti paesi occidentali il tasso di povertà infantile è superiore a quello degli anziani; si può inoltre prevedere che l’attuale generazione di giovani e di non ancora nati godrà dei benefici dello stato assistenziale in misura (notevolmente) inferiore rispetto a quella garantita, nel presente e nel futuro, agli anziani di oggi. Tali ineguaglianze tra generazioni sono in buona parte frutto del crescente peso numerico dei votanti anziani nell’ambito dell’elettorato. Si potrebbe quindi ipotizzare l’opportunità di modificare in parte le istituzioni della politica democratica in direzione di uno stato assistenziale meno sbilanciato in termini generazionali, per esempio adottando la proposta, più volte avanzata, di concessione di diritti di voto ai minori, ancorché esercitati per delega dai genitori. Lo studio analizza i pro e i contro di tale proposta da due punti di vista profondamente diversi: 1) le argomentazioni basate sulle conseguenze, ovvero relative agli effetti desiderati/temuti del voto ai bambini; 2) le argomentazioni di natura deontologica, cioè se si debba o meno estendere il diritto di voto al fine di colmare una carenza di democrazia. In conclusione, dall’uno e dall’altro punto di vista non scaturiscono elementi tali da far prevalere le argomentazioni a favore. Si invoca quindi una più intensa attività di studio di soluzioni alternative per mezzo delle quali la politica democratica possa maggiormente tutelare gli interessi dei minori e delle generazioni future.

Il saggio esamina la corruzione sviluppatasi durante il processo di privatizzazione nelle economie di transizione. Quando i diritti di proprietà sono frammentati, i mercati dei capitali sono ancora sottosviluppati, la competizione fra produttori è ostacolata e i manager vogliono comportarsi opportunisticamente, oltre alle forme già esistenti di corruzione ne sorge una nuova. In un ambiente di questo tipo, infatti, i lavoratori sono fortemente incentivati a sindacalizzarsi, per evitare le ristrutturazioni e la perdita di posti di lavoro che ne consegue. I manager, dal canto loro, capiscono che la sindacalizzazione dei lavoratori può proteggere la loro posizione in un eventuale conflitto con i proprietari esterni, e per questo promuovono i leader sindacali a loro favorevoli. Entrambi i soggetti considerano la strategia della cooperazione nettamente dominante rispetto ad altre possibili forme di condotta. Di conseguenza, i manager concedono privilegi speciali ai leader sindacali, i quali chiudono gli occhi di fronte alle malefatte dei manager. Questi vantaggi reciproci vengono finanziati a spese dei proprietari esterni, i veri perdenti in questo gioco. Il processo viene definito corruzione endogena, e crea nuove forme di resistenza agli sforzi di riforma. Dato che le normali strategie contro la corruzione non sono di alcun aiuto nel caso della corruzione endogena, la parte finale del saggio discute le possibilità di ovviare a questo problema.
Abstract

Voto ai minori e parità intergenerazionale

Enfranchising children and intergenerational equity

Voto ai minori e parità intergenerazionale

In molti paesi occidentali il tasso di povertà infantile è superiore a quello degli anziani; si può inoltre prevedere che l’attuale generazione di giovani e di non ancora nati godrà dei benefici dello stato assistenziale in misura (notevolmente) inferiore rispetto a quella garantita, nel presente e nel futuro, agli anziani di oggi. Tali ineguaglianze tra generazioni sono in buona parte frutto del crescente peso numerico dei votanti anziani nell’ambito dell’elettorato. Si potrebbe quindi ipotizzare l’opportunità di modificare in parte le istituzioni della politica democratica in direzione di uno stato assistenziale meno sbilanciato in termini generazionali, per esempio adottando la proposta, più volte avanzata, di concessione di diritti di voto ai minori, ancorché esercitati per delega dai genitori. Lo studio analizza i pro e i contro di tale proposta da due punti di vista profondamente diversi: 1) le argomentazioni basate sulle conseguenze, ovvero relative agli effetti desiderati/temuti del voto ai bambini; 2) le argomentazioni di natura deontologica, cioè se si debba o meno estendere il diritto di voto al fine di colmare una carenza di democrazia. In conclusione, dall’uno e dall’altro punto di vista non scaturiscono elementi tali da far prevalere le argomentazioni a favore. Si invoca quindi una più intensa attività di studio di soluzioni alternative per mezzo delle quali la politica democratica possa maggiormente tutelare gli interessi dei minori e delle generazioni future.

In many western countries, the rate of child poverty is higher than that of elderly people. It is estimated that the present generation of young people and the generation to come will enjoy the benefits of the welfare state (much) less than the elderly of today are enjoying and will enjoy. These inequalities between generations are largely the fruit of the growing numeric proportion of elderly members of the electorate. It might be advisable, therefore, to slightly modify the institutions of democratic politics by making the welfare system state less imbalanced generation-wise. One way to do this might be to adopt the often vented proposal to grant voting rights – albeit exercised by proxy by parents – to minors. This study analyses the pros and cons of this proposal from two entirely different points of view: 1) arguments based on the consequences – that is, the desired/feared effects of children voting; 2) deontological arguments – whether, that is, the right to vote should be extended to make up for a deficit of democracy. In conclusion, neither point of view produces sufficient evidence to win the case. What is needed is a more intense pursuit of alternative solutions that would enable democratic policy to safeguard the interests of minors and the generations of the future more effectively.

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Abstract

Profilo Europa / Pensioni a misura di Unione

Europe / Pensions fit for the Union

Profilo Europa / Pensioni a misura di Unione

La diversità nei sistemi pensionistici dei paesi europei rappresenta più un costo che un vantaggio, pertanto una certa armonizzazione dovrebbe essere perseguita, magari anche soltanto attraverso lo strumento blando del «coordinamento aperto», già adottato per altri importanti capitoli della spesa sociale. La nuova architettura previdenziale, che faticosamente sta affermandosi, è basata anzitutto sulla concezione della previdenza come di un modo per agevolare gli individui nel trasferimento di redditi dalla vita lavorativa alla vita inattiva; uno strumento per assicurare il consumo nell’età anziana, non già come una forma di assistenza delle classi attive nei confronti di quelle inattive. Compete ai singoli paesi dell’Unione completare il processo di riforma dei loro sistemi pensionistici, ma il metodo del coordinamento aperto potrebbe rappresentare un importante strumento per realizzare, in modo indiretto, una qualche forma di convergenza nelle politiche previdenziali. L’auspicio è per pensioni «portabili» e flessibili, premessa per un’Europa più dinamica, in grado di coniugare cittadinanza e solidarietà, da un lato, con responsabilità individuale, assunzione di rischio e flessibilità, dall’altro.

The diversity of pensions systems in European countries is more of a cost than an advantage. Hence the need to pursue a certain degree of harmonisation, even if it does mean resorting to the bland instrument of ‘open coordination’, already applied to other important social spending items. The new architecture of social security, currently struggling to assert itself, is based largely on a conception of social insurance as a way of helping individuals to transfer income from their working lives to their inactive lives – as a tool to guarantee consumption in later life, not as a form of assistance offered by the active classes to the inactive ones. True, it is up to the single countries of the Union to complete the reform of their pension systems, but, nonetheless, the open coordination method could represent an important tool to achieve some form of convergence of social security policies indirectly. Hopefully, ‘portable’, flexible pensions – a prerequisite for a more dynamic Europe – will be introduced to combine citizenship and solidarity on the one hand, and individual responsibility, risk assumption and flexibility on the other.

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Abstract

Profilo Italia / Mobbing: dall'emersione del fenomeno alle prime reazioni

Italy / Mobbing: from the emergence of the phenomenon to initial reactions

Profilo Italia / Mobbing: dall'emersione del fenomeno alle prime reazioni

Il saggio presenta un quadro introduttivo al fenomeno del mobbing, con particolare riguardo per i profili giuridici, comprese le prospettive attuali di un intervento legislativo sul tema. Gli autori si concentrano in primo luogo sulla definizione del mobbing e sul contesto in cui esso si colloca. Poste in luce le caratteristiche del fenomeno, tra cui anche le conseguenze più ricorrenti per vittime e aziende, vengono poi passate in rassegna le varie reazioni che si sono avute avverso il mobbing, soprattutto sul versante della magistratura. Sono quindi illustrati brevemente i progetti di legge italiani in materia (nonché la soluzione già adottata in Francia con la legge sulle molestie morali del gennaio 2002) e i primi esperimenti di norme inserite in alcuni contratti collettivi sulla problematica del mobbing e in generale sulle violenze morali nel luogo di lavoro.

This essay introduces the phenomenon of mobbing with particular reference to legal aspects, such as the prospects for appropriate legislation. The authors set out by defining mobbing and the context in which it takes place. After outlining the main characteristics of the phenomenon – among which the most recurrent consequences for victims and companies – they review the various reactions against mobbing, especially from magistrates. They then provide a brief overview of Italian bills on the subject (they also mention the solution adopted in France recently with the law on moral harassment of January 2002) and the experimental inclusion of norms on the problems of mobbing and, in general, moral violence at the workplace within collective agreements.
Abstract

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