Biblioteca della Libertà

Anno XXXVII, n. 166, settembre-ottobre 2002

Profilo Europa / Può la religione influenzare un sistema economico? Uno sguardo sui paesi dell'Unione

Europe / Can Religion Influence an Economic System? A Look at the Countries of the Union

Profilo Europa / Può la religione influenzare un sistema economico? Uno sguardo sui paesi dell'Unione

Partendo dall’idea secondo cui la cultura di ogni nazione è, anche se in parte inconsapevolmente, intrisa di etica religiosa, il proposito di questo lavoro è individuare e analizzare brevemente eventuali influssi di quest’ultima sull’economia. Emerge che in alcuni ambiti (mercati finanziari, sistemi pensionistici e previdenziali, struttura della ricerca) tale influenza è presente e produce importanti differenze tra i diversi paesi dell’Unione Europea. L’esistenza di "barriere culturali" induce a sollevare taluni dubbi su una possibile integrazione di questi "settori" in tempi brevi.

Setting out from the idea that the culture of every nation is, in part unconsciously, imbued with religious ethics, this article seeks to identify and analyse briefly any influxes this may have on the economy. It emerges that, in some ambits (financial markets, pension and social security systems, research structure etc.), this influence is present and generates significant differences among the various countries of the European Union. The existence of ‘cultural barriers’ raises doubts about the integration of these ‘sectors’ in the short term.
Abstract

Profilo Europa / I costi di transazione della transizione: l'importanza della cultura

Europe / Understanding the Transaction Costs of Transition: It's the Culture, Stupid

Profilo Europa / I costi di transazione della transizione: l'importanza della cultura

Obiettivo di questo saggio è dimostrare che l’interazione fra le istituzioni formali del capitalismo e la cultura prevalente nei precedenti stati socialisti rappresenta una fra le cause principali dei costi di transazione legati al processo di transizione. A questo scopo, vengono analizzate le implicazioni dell’interazione fra regole formali e informali, le differenze fra l’economia di mercato basata sulla proprietà privata e la cultura prevalente nei paesi dell’Europa centrale e orientale, il processo attraverso cui i costi di transazione legati alla transizione potrebbero essere ridotti, infine i fattori da cui dipende questo processo.

The purpose of this paper is to show that the interaction between the formal institutions of capitalism and the prevailing culture in former socialist states is a major source of the transaction costs specific to the process of transition. To that end, the author analyses the implications of the interaction between formal and informal rules, the differences between the free-market, private-property economy and the prevailing culture in Central and Eastern Europe, the process by which the transaction costs of transition could be reduced, and the factors upon which that process depends.
Abstract

Le ricerche del Centro Einaudi / Il risparmio e i risparmiatori italiani nel 2002

Centro Einaudi Reports / Italian Saving and Savers in 2002

Le ricerche del Centro Einaudi / Il risparmio e i risparmiatori italiani nel 2002

Questo lavoro utilizza le risposte alle domande che la Doxa, per conto di Centro Einaudi e Banca Nazionale del Lavoro, ha rivolto nel giugno 2002 a un campione di detentori di depositi bancari. Nell’interpretare i risultati è bene ricordare che i dodici mesi intercorsi fra il giugno 2001 e il giugno 2002 hanno rappresentato uno dei periodi più critici della storia dei mercati finanziari, forse il più difficile dagli anni Settanta, anch’essi contrassegnati da tassi di interesse nominali inferiori al tasso d’inflazione, mercati azionari in calo, debole livello di attività economica. La differenza fra allora e oggi è costituita dalla presenza di un robusto settore di intermediazione finanziaria. L’evidenza fa pensare, tuttavia, che a volte i professionisti del risparmio non siano in grado di proporre strumenti adatti agli investitori, e che, specie nel recente passato, abbiano forzato loro la mano, collocando prodotti complessi e rischiosi a chi sino a dieci anni fa deteneva esclusivamente depositi bancari e titoli pubblici. Non c’è dubbio però che non appena l’industria finanziaria dimostrerà più attenzione per gli investitori, questi ultimi riacquisteranno la fiducia persa e il settore potrà diventare un importante motore di crescita per l’economia italiana.

This article uses replies to the questions which Doxa, an Italian opinion poll agency, asked a sample of bank deposit holders on behalf of Centro Einaudi and Banca Nazionale del Lavoro in June 2002. When interpreting the results, it is worthwhile recalling that the twelve months from June 2001 to June 2002 were one of the most critical periods in the history of financial markets, arguably the most critical since the seventies, a decade marked by nominal interest rates lower than the inflation rate, declining share markets and a weak level of economic trading. The difference between then and now is the ongoing presence of a robust sector of financial broking. The evidence suggests, however, that investment professionals are incapable of proposing tools suitable for investors and, especially, in the recent past, forced their hands, selling complex, risky products to people who, until ten years ago, had held exclusively bank deposits and public bonds. There can be no doubt, however, that as soon as the financial industry starts caring more for investors, the latter will reacquire lost trust and the sector will become an important growth factor for the Italian economy.
Abstract

Le ricerche del Centro Einaudi / Verso la globalizzazione della professione legale in Italia

Centro Einaudi Reports / Towards the Globalization of the Legal Profession

Le ricerche del Centro Einaudi / Verso la globalizzazione della professione legale in Italia

Quest’articolo è dedicato alla questione centrale dell’organizzazione giuridica professionale, giacché in essa si sta assistendo a fenomeni molto rapidi di trasformazione. Una prima parte del lavoro affronta il modello organizzativo tradizionale italiano; la seconda analizza il modello istituzionale; la terza si rivolge alle tendenze ora in atto. Nella quarta e ultima parte viene mostrato che cosa si può ragionevolmente prevedere, onde concludere che, nella situazione attuale, ancora una volta l’Italia si dimostra un sistema al margine della europeizzazione e globalizzazione del diritto, e che vi è il rischio concreto che l’intero settore avanzato della professione legale italiana divenga appannaggio di controllo internazionale.

This article is dedicated to the central question of the organisation of the legal profession, which is currently undergoing rapid transformation. The first section addresses the traditional Italian organizational model; the second analyses the institutional model; the third addresses the trends currently underway. The fourth and final part shows what can be reasonably expected, and concludes that, in the present situation, Italy’s once more reveals itself to be a system at the margin of the Europeanisation and globalization of law, and that the tangible risk exists that the advanced sector of the Italian legal profession in toto will become the prerogative of international control.
Abstract

Archeologia di una visione moderna del senso comune

Archaeology of a Modern Vision of Common Sense

Archeologia di una visione moderna del senso comune

Le analisi efficaci prodotte dalle scienze sociali partono dall’idea che il buon senso è la cosa meglio distribuita al mondo, ma che le ragioni che ispirano il comportamento e le credenze dipendono da parametri contestuali. Ma l’empirismo (più esattamente, un corollario abusivamente tratto da un teorema di Hume) e il positivismo (più esattamente, due idee dominanti di Comte) hanno indotto delle idee che passano per evidenze circa una frattura tra l’essere e il dover essere; circa ciò che è la scienza e ciò che dovrebbe essere. Per un effetto perverso esemplare, niente ha allontanato di più le scienze umane dal loro obiettivo, diventare delle vere scienze, dell’idea che a questo scopo esse dovessero naturalizzare il loro oggetto. Si misura l’importanza di questo programma naturalista con il fatto che alcuni epistemologi non esitano a dichiarare che esistono due tipi fondamentali di spiegazioni del comportamento: la spiegazione "per norme" e la spiegazione "per ragioni". Questa bizzarra denominazione sembra presupporre che non si possano avere delle ragioni per accettare una norma. Nella sua stravaganza, evidenzia il fatto che le scienze sociali sono oggi effettivamente lacerate tra un programma naturalista e un programma razionalista. Senza dubbio occorre ritornare al secondo, al programma cioè favorito dei teorici classici.

The effective analyses produced by the natural sciences set out from the idea that common sense is the best distributed thing in the world, whereas the reasons that inspire behaviour and beliefs depend on contextual parameters. But empiricism (more precisely, a corollary improperly taken from a theorem of Hume’s) and positivism (more precisely, two dominant ideas of Comte’s) have induced ideas that pass off as evidence of a fracture between being and having to be: about what science is and what it ought to be. Due to its exemplary and perverse effect, nothing has pushed human sciences further away from their objective – that of becoming true sciences – than the idea that they should naturalize their subject-matter to this purpose. The importance of this naturalist program is measured by the fact that some epistemologists have no hesitation in declaring that two fundamental types of explanation exist for behaviour: the explanation ‘by norms’ and the explanation ‘by reasons’. This bizarre denomination seems to presuppose that there can be no reasons to accept a norm. Extravagant though it is, it highlights the fact that social sciences are effectively torn between a naturalist programme and a rationalist one. There can be no doubt that it is necessary to return to the second; that is to say to the programme favoured by classical theorists.

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Abstract

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