Biblioteca della Libertà

Anno XXXVII, n. 167, novembre-dicembre 2002

Labour markets, employment policies / The British Approach to Unemployment

Labour markets, employment policies / The British Approach to Unemployment

Testo disponibile solo in lingua inglese.
The ongoing problem of unemployment in developed countries is caused by the declining relative earning power of the lowest skilled, brought on, in turn, by worldwide developments in technology and trade. To stand in the way of progress would be to deprive society as a whole of enormous benefits, besides, in all likelihood, falling to help the lowest paid anyway. To cure the symptoms by preventing wages from adjusting to changes in supply and demand would merely exclude the unskilled, more or less permanently, from the labour market. Any long term strategy to tackle the phenomenon has to have three aims: 1) the liberalisation of the labour market; 2) the implementation of a benefit system encouraging people to take available jobs by making benefit conditional on actively job-seeking; 3) reform of the education and training systems.

Abstract

Thomas Jefferson e la repubblica federale dei diritti naturali

Thomas Jefferson and the federal republic of natural rights

Thomas Jefferson e la repubblica federale dei diritti naturali

Il Jefferson degli studiosi è oggi assai diverso da quello che era soltanto alcuni decenni fa. La generale tendenza a descrivere il processo di fondazione degli Stati Uniti d’America come connotato da radicalismo democratico ha fatto sì che l’immagine del virginiano sia oggi lontana dalla realtà storica. Molti lavori recenti su Jefferson affermano che egli non era un liberale lockiano, ma un proto-socialista, pronto ad espropriare i ricchi sulla base della considerazione che i diritti di proprietà sono mere convenzioni e un grazioso dono della società. Al contrario, gli scritti di Jefferson non forniscono alcun appiglio a tale interpretazione. Tali scritti dimostrano che egli fu un teorico del diritto naturale di matrice lockiana. La sua visione politica radicalizza la dottrina di John Locke, ma mai se ne discosta. Egli fu un convinto assertore della naturalità del diritto di proprietà, e del fatto che l’unica legittima funzione del governo sia quella di tutelare gli individui nel godimento dei propri diritti naturali. Le risoluzioni del Kentucky furono centrali nel pensiero jeffersoniano: la dottrina dei diritti degli Stati che egli qui espose per la prima volta fu da ultimo ancora più importante del suo impegno di tutta una vita a favore dei diritti naturali. Il federalismo autentico era l’unico modo per proteggere veramente i diritti naturali dell’uomo.

Today the ‘scholar’s Jefferson’ is very different from what it used to be just a few decades ago. The general tendency to describe the process of foundation of the United States as being radically democratic has fashioned an image of the Virginian that is very distant from historical reality. Many recent works on Jefferson maintain that he was not a Lockean, but rather a proto-socialist ready to expropriate the rich to give to the poor, on the grounds that property rights are purely conventional and a gracious gift of society. Jefferson’s vast writings do not support this now almost conventional wisdom. In contrast, his works show that he was a natural-rights theorist of the Lockean persuasion. In his political outlook, he radicalized Locke’s doctrine somewhat, without ever really deviating from it. He believed that private property is a natural right, and that the only proper function of government is to protect the individual’s enjoyment of natural rights. The Kentucky Resolutions were central to Jeffersonian thought; the States’ rights doctrine he deployed here was even more important to his later thinking than his lifelong dedication to natural rights. Clearly, authentic federalism was the only way to protect the natural rights of mankind.
Abstract

Profilo Europa / Le basi costituzionali di un diritto privato europeo

Europe / The Constitutional Bases of European Private Law

Profilo Europa / Le basi costituzionali di un diritto privato europeo

Come uscirà il diritto privato europeo dal processo costituente in atto in questi ultimi anni? In una prospettiva storica, alla luce di quanto si è verificato nel corso del XX secolo, si possono constatare: 1) lo spostamento del baricentro del diritto privato dalla proprietà verso il contratto, utilizzato come elemento dinamico e flessibile per l’adattamento del sistema giuridico ai mutamenti economici e sociali; 2) la crescente "amministrativizzazione" del diritto privato nel senso che l’interventismo statale nell’economia e nella società ha sempre di più piegato l’autonomia privata alle sue esigenze; 3) la costituzionalizzazione di numerosi aspetti del diritto privato con il risultato di modificare le gerarchie delle situazioni giuridiche private e di creare una nuova fonte, superiore e ordinante. Secondo l’autore, il primo aspetto costituisce un dato acquisito; il secondo ha subito un ulteriore rafforzamento dalla alluvionale disciplina regolamentare comunitaria che ha coperto aree di enorme rilievo; quanto al terzo aspetto, ne propone un’analisi in relazione ai recenti atti comunitari e alle loro conseguenze.

How will European private law emerge from the constitutive process that has been in progress in recent years? In a historical perspective, in the light of what happened in the course of the twentieth century, it is possible to note: 1) the shifting of the barycentre of private law from property to contract – a flexible, dynamic element to adapt the legal system to economic and social change; 2) the growing ‘administrativisation’ of private law in the sense that state interventionism in the economy and society has increasingly bent private autonomy to its needs; 3) the ‘constitutionalisation’ of numerous aspects of private law with the resulting modification of hierarchies of private legal situations and the creation of a new superior, ordering source. According to the author, the first aspect is a fait accompli, while the second has been further strengthened by the ‘alluvial’ Community regulatory discipline covering areas of enormous importance. As to the third aspect, he proposes an analysis of recent Community transactions and their consequences.
Abstract

Profilo Italia / Cultura dei dirigenti e riforme della pubblica amministrazione

Italy / Managerial Culture and Reform of the Public Administration

Profilo Italia / Cultura dei dirigenti e riforme della pubblica amministrazione

In questo lavoro l’analisi si incentra sulla relazione che sussiste tra il sistema delle leggi, elaborate, in un sistema democratico, da organi rappresentativi della volontà popolare, e la gestione di esse, che, nell’ordinamento italiano, risulta affidata sostanzialmente alle dirigenze dei diversi livelli di governo. Senza la creazione di un confronto dialettico tra i risultati del controllo sulla gestione, svolto da un organo esterno (Corte dei conti) costituito da magistrati di cui sia assicurata, in ragione di tale status, l’indipendenza di giudizio, e quelli svolti nell’ambito del sistema dei controlli interni, curati dalle stesse dirigenze, la qualità della regolazione normativa lascerà a desiderare per ancora lungo tempo. Inoltre, occorre ricreare le condizioni perché le dirigenze pubbliche riacquistino un sostanziale grado di indipendenza dal potere politico; a tal riguardo, il sistema delle garanzie a tutela dei dirigenti deve essere ricostruito alla luce del principio posto nell’art. 98 della Costituzione secondo cui i pubblici dipendenti sono al servizio della nazione.

This analysis focuses on the relationship that exists between the system of laws drawn up in a democratic system by bodies representative of the will of the people, and the management thereof, which, in the Italian legal system, is substantially entrusted to the managers of the different levels of government. Without creating a dialectic comparison between the results of management control performed by an external body (the Corte dei conti, or Audit Office), made up of magistrates who, in view of their status, ensure an independent judgment and those of the internal audit system, run by the managers themselves, the quality of normative regulation will be unsatisfactory for some time to come. It is necessary to recreate the conditions for public managers to regain a substantial degree of independence from political power. In this respect, the system of guarantees protecting managers needs to be reconstructed in the light of the principle set out in art. 98 of the Constitution whereby civil servants are at the service of the nation.
Abstract

Profilo Italia / Il

Italy / The 'Immobile Dynamism' of the Political System

Profilo Italia / Il

Vannucci e Cubeddu, già autori di due contributi, pubblicati in questa rivista, sul rapporto tra l’assetto istituzionale italiano e le politiche di liberalizzazione e di semplificazione, in questo lavoro estendono e aggiornano l’analisi con i dati relativi al 2002, prendendo in considerazione il primo anno del governo Berlusconi (fino alla fase precedente l’approvazione della legge finanziaria). Parametro di riferimento per valutare il funzionamento delle istituzioni è la rapidità nel fornire risposte ai problemi sociali senza aumentare il tasso di coercizione e senza distribuirne arbitrariamente le conseguenze. Gli autori considerano l’evoluzione degli indici di libertà economica connessi con l’assetto istituzionale italiano, l’evoluzione dei vincoli legislativi, i nuovi meccanismi di regolazione amministrativa, i riflessi che le riforme hanno prodotto su condotte e credenze di cittadini e imprese. Dall’analisi emerge che l’evoluzione del sistema di regolazione in Italia ha sì prodotto, nel corso degli anni Novanta, una sorta di circolo virtuoso, giacché ogni intervento di riforma è stato la premessa per nuovi provvedimenti di semplificazione e riordino normativo, e la formazione di aspettative favorevoli nei cittadini e nelle imprese ha ulteriormente alimentato questa spirale positiva; alcuni indicatori segnalano tuttavia un’accresciuta vischiosità del cambiamento istituzionale, col rischio che l’impulso derivante dalle politiche di liberalizzazione si esaurisca senza produrre effetti duraturi o conseguenze apprezzabili.

Vannucci and Cubeddu have already written two contributions for this journal on the relationship between the Italian institutional arrangement and liberalisation and simplification policies. Here they extend and update their analysis with the data for 2002, taking into account the first year of the Berlusconi government up to the phase prior to the passing of the financial law. The criterion they adopt to assess the performance of the institutions is the latter’s promptness in meeting new social problems without increasing the rate of coercion and without distributing its favorable and negative consequences randomly. The authors consider the evolution of economic freedom indices connected with the Italian institutional arrangement, the evolution of legislative constraints, new mechanisms of administrative regulation and the effects reforms have produced on the behavior and beliefs of citizens. The analysis shows that, in the course of the Nineties, the evolution of the regulation system in Italy has certainly produced a sort of virtuous circle, since every reform intervention was the premiss for new provisions for normative simplification and rearrangement, and the formation of favorable expectations in citizens and enterprises has further fuelled this positive spiral. Some indicators, however, reveal that institutional change is becoming increasingly ‘sticky’, and the risk is that the impulse from liberalisation policies will run out without producing enduring effects or appreciable consequences.
Abstract

Dalla globalizzazione economica alla guerra di religione

From Economic Globalization to War of Religion

Dalla globalizzazione economica alla guerra di religione

La tesi di Alain Touraine – sociologo francese di autorevolezza internazionale che ha tenuto a Torino, per il Centro Einaudi, la XIX Conferenza Fulvio Guerrini, di cui è questo il testo – è che il tempo della globalizzazione si sia ormai concluso. Dopo l’11 settembre e la guerra all’Iraq, siamo di fronte a un cambiamento storico, a una mutazione politica e ideologica del mondo: siamo già entrati in una situazione internazionale che non è più dominata dall’economia ma dalla politica, nella quale il multilateralismo è stato scacciato dall’unilateralismo americano. La visione "economica" del mondo che pensavamo di vivere è stata rimpiazzata da una visione militare e ideologica e la concorrenza intorno all’uso delle nuove tecnologie ha perso di importanza nei confronti di quello che Huntington ha chiamato lo scontro di civiltà. Tuttavia, ciò che sta realmente accadendo è che società diverse perseguono differenti percorsi e differenti modelli di modernizzazione: se si accetta questa idea e l’approccio comparato che ne deriva, ci si sbarazza di conflitti spietati tra "civiltà" ciascuna delle quali identifica la modernità con le proprie caratteristiche storiche e culturali.

The thesis of Alain Touraine – the French sociologist of international renown who held the 19th ‘Fulvio Guerrini lecture’ in Turin for the Centro Einaudi, of which this is the text – is that globalization has come to an end. After September 11 and the war in Iraq, we are faced with historical change and a political and ideological mutation of the world. We have already entered an international situation that is no longer dominated by economics but by politics, in which multilateralism has been squashed by American unilateralism. The ‘economic’ vision of the world we thought we were living in has been replaced by a military and ideological vision and competition over the use of new technologies has lost importance compared to what Huntington has called the clash of civilisations. Nonetheless, what is really happening is that different societies are pursuing different directions and models of modernization. If we accept this idea and the consequent comparative approach, we get rid of ruthless conflicts between ‘civilisations’, each of which identifies modernity with its own historical and cultural characteristics.

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Abstract

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