Biblioteca della Libertà

Anno XLII, n. 188, luglio-settembre 2007

Economia globale e ricette per lo sviluppo / Sudafrica, ovvero i limiti del liberismo

Global Economy and Recipes for Development / South Africa, or the Limits of Free Enterprise

Economia globale e ricette per lo sviluppo / Sudafrica, ovvero i limiti del liberismo

Il Sudafrica uscito dall’apartheid appare impegnato in una scommessa, dall’esito della quale dipende il suo futuro, consistente nel far convivere le diversità – dalle etnie e religioni alle specie animali e vegetali – non solo pacificamente ma anche in maniera costruttiva, secondo la propria natura, e produttiva sul piano economico, nell’unirle senza costringerle a perdere la loro individualità, come succede ai colori dell’arcobaleno. A giudizio dell’autore, se i sudafricani riusciranno a evitare lo scontro cruento delle etnie e la stagnazione o il regresso economico e a sostituirli con una nuova collaborazione che inneschi uno sviluppo duraturo, riduca senza eccessivi traumi lo squilibrio nella distribuzione del reddito, realizzi un buon equilibrio ambientale, avranno messo a punto una «terza via» che non si riconosce né nel liberismo né nel dirigismo, rilevante per il futuro, non solo economico, di tutto il pianeta.

Post-apartheid South Africa appears to be taking a gamble the outcome of which will determine its whole future: to make diversities – from ethnic groups and religions to animal and vegetable species – coexist, not only peacefully but also constructively each according to its own nature, productively in economic terms, and to unite them without forcing them to lose their individuality – just like the colours of the rainbow. The author feels that if South Africans can avoid a bloody clash between ethnic groups and economic stagnation or regression, promoting new forms of collaboration conducive to lasting change, reducing the imbalance in the distribution of income without traums and achieving an acceptable environmental equilibrium, then they will have come up with a ‘third way’, neither laisser-faire nor dirigiste, significant for the future of the entire planet – and not only in economic terms.
Abstract

Chi combatterà le guerre del futuro? L'avvento delle private military firms

Who Will Fight the Wars of the Future? The advent of private military firms

Chi combatterà le guerre del futuro? L'avvento delle private military firms

Le aziende militari private (PMF – private military firms) si sono dimostrate, nel corso degli ultimi anni, come una realtà emergente della conflittualità contemporanea. Tuttavia, tanto la loro natura quanto la loro costituzione rimangono a tutt’oggi alquanto sfuggenti, rendendo sovente difficile un approccio distaccato alle questioni problematiche che esse pongono. Si cerca dunque di affrontare il nodo critico della definizione della nuova attività mercenaria, comparandola con le sue alternative tradizionali, e stabilendo quindi quali canoni risultino significativi nel definirla. Le conclusioni che se ne ricavano delineano la possibile nascita di un moto di controtendenza alla concentrazione della forza, fenomeno questo che è possibile individuare anche in altre manifestazioni della bellicosità attuale. [leggi tutto]

Over the last few years, private military firms (PMF) have emerged as a trait of contemporary conflict. Nonetheless, give the difficulties involved in pinning down their exact nature and constitution, it is often hard to adopt a detached approach to the problematic issues they pose. One way of addressing the critical nexus of defining this new mercenary activity is by comparing it with its traditional alternatives, thus establishing the relevant canons. The resulting conclusions delineate the possible birth of a movement that goes against the concentration of force, a phenomenon that can still be seen in other manifestations of warfare today.
Abstract

Le «cattive istituzioni» e il declino competitivo italiano

'Bad Institutions' and Decline

Le «cattive istituzioni» e il declino competitivo italiano

Questo contributo esamina le radici istituzionali del declino competitivo del sistema italiano, segnalato da diversi indici. Gli indicatori mostrano una perdurante condizione di debolezza nelle tre dimensioni considerate: la tutela dei diritti di proprietà, la vivacità dei processi competitivi, la circolazione delle informazioni. Questi fattori accrescono la convenienza relativa dei processi di «innovazione parassitaria»: gli attori politici ed economici investono così nell’acquisizione di conoscenze e abilità che permettono loro di volgere a proprio vantaggio le sacche di inefficienza e di rendita esistenti nel sistema. Al tempo stesso, le «cattive istituzioni» scoraggiano i processi di innovazione «creativa», capaci di migliorare la qualità dei processi produttivi di surplus sociale. Le resistenze agli sforzi di riforma e di liberalizzazione opposte dagli attori politici e sociali avvantaggiati dalla persistenza di «cattive istituzioni» rappresentano dunque la causa più profonda del declino competitivo.

This contribution examines the institutional roots of the competitive decline of the Italian system, marked by different indicators. The latter reveal an ongoing condition of weakness in the three dimensions considered: the protection of property rights, the liveliness of competitive processes, the circulation of information. These factors raise the relative convenience of processes of ‘parasitic innovation’: the political and economic actors thus invest in the acquisition of knowledge and skills which enable them to turn to their own advantage the sacs of inefficiency and income existing in the system. At the same time, ‘bad institutions’ discourage processes of ‘creative’ innovation, capable of improving the quality of productive processes of social surplus. Resistance to efforts in favour of reform and liberalisation opposed by political and social actors benefited by the persistence of ‘bad institutions’ are thus the most significant cause of competitive decline.
Abstract

Il libro annotato / Note in margine a «La legge e il tempio. Storia comparata della giustizia inglese» di Cristina Costantini

Book Talk / Marginal Notes to La legge e il tempio. Storia comparata della giustizia inglese by Cristina Costantini

Il libro annotato / Note in margine a «La legge e il tempio. Storia comparata della giustizia inglese» di Cristina Costantini

Convocando e coniugando stili di riflessione diversi, storico, filosofico e giuridico, l'intento dell'autrice è quello di cogliere i «caratteri sistemologici profondi che consentono di contrapporre le esperienze di common law e di civil law». Al termine della sua analisi, emerge un criterio sistemologico di articolazione e differenziazione delle due esperienze giuridiche che riposa sull’idea d’incarnazione ed escarnazione del diritto.

In this review of Cristina Costantini’s comparative study of English justice, by citing and matching different styles of historical, philosophical and legal thinking, the author seeks to capture ‘the profound systemological characteristics that allow us to counterpoise common law and civil law’. The analysis produces a systemological criterion for the articulation and differentiation of the two legal experiences which resides in the idea of the incarnation and excarnation of law.
Abstract

Prossimi eventi

Diventa nostro amico su Facebook

Ricerche e Progetti

logo RGR medio

  • Recuperare la rotta é il titolo del XVIII Rapporto «Giorgio Rota» su Torino, presentato il 7 ottobre alla Biblioteca Nazionale.

lpf logo

Biblioteca F. Guerrini

biblioteca guerrini

 Dotata di oltre 9.000 volumi, offre una documentazione unica in Italia sul pensiero liberale contemporaneo.