Biblioteca della Libertà

Anno XLV, n. 197, gennaio-aprile 2010

Anno XLV, n. 197, gennaio-aprile 2010

periodicità quadrimestrale

ISSN 2035-5866

Direttore responsabile Salvatore Carrubba

Condirettori: Maurizio Ferrera, Beatrice Magni

copyright Centro di Ricerca e Documentazione “Luigi Einaudi”

Regolare tramite Authorities? Una critica serrata al pensiero dominante

Regolare tramite Authorities? Una critica serrata al pensiero dominante

A giudizio dell’autore, le Authorities – se dovessero mirare a una regolamentazione tempestiva dell’emergere e della distribuzione delle novità e delle loro opportunità e conseguenze – non dovrebbero essere indipendenti dalla politica ma svolgere una funzione regolatrice delegata e settoriale (e questo ormai non è più possibile data l’imprevedibile interconnessione che si crea tra le novità); soprattutto, le loro delibere non dovrebbero essere oggetto di ricorsi o impugnazioni da parte di nessuno. Il risultato non sarebbe comunque garantito quanto lo sconquasso del nostro ordinamento istituzionale il quale è comunque al collasso. Ma tutto ciò implica una riflessione di carattere filosofico-politico nella quale i giuristi, e soprattutto i costituzionalisti, data la loro cultura e formazione attuale, sarebbe bene intervenissero soltanto nella fase di stesura delle norme attuative.

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Abstract

La tutela della privacy fra eguaglianza ed economia

La tutela della privacy fra eguaglianza ed economia

L’articolo analizza le teorie sviluppate sia a favore sia contro la tutela della privacy, nei modi in cui è essa tutelata oggi nei paesi occidentali. Si esaminano tanto le giustificazioni economiche della tutela della privacy elaborate da giuristi ed economisti americani quanto i vantaggi economici di una possibile eliminazione di tale tutela. Viene sviluppata una nuova idea economica secondo la quale la tutela della privacy è necessaria quando un soggetto è interessato al comportamento di un altro individuo per scoprirne aspetti diversi che sono correlati con il comportamento che è oggetto di possibile controllo. Se non si vieta il controllo sul comportamento altrui, l’individuo non terrà più quel comportamento per non rilevare quali comportamenti correlati mette in atto, subendo una perdita di benessere, mentre l’interessato alle informazioni non otterrà alcun beneficio, in quanto nessuna informazione riuscirà a ricavare. Da qui discende una diversa giustificazione per la tutela della privacy. Nell’articolo, tuttavia, si fa notare come la tutela della privacy sia anche uno strumento per favorire l’uguaglianza, se non l’egualitarismo. Dietro lo schermo della privacy, infatti, tutti gli uomini sono grigi. La tutela della privacy rende non distinguibili gli individui e ciò implica che le scelte nei rapporti sociali avvengano dietro un velo di ignoranza, con tutti i costi che ciò comporta. Le giustificazioni economiche elaborate dai sostenitori della tutela della privacy potrebbero quindi dover essere messe in disparte per favorire la trasparenza fra gli individui.

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Abstract

Note in margine a «Nudge. La spinta gentile» di Cass R. Sunstein e Richard H. Thaler

Note in margine a «Nudge. La spinta gentile» di Cass R. Sunstein e Richard H. Thaler

Nudge è un libro sulle preferenze individuali e sulla libertà di scelta. Il suo contenuto generale potrebbe essere desunto dalla traduzione italiana – Nudge. La spinta gentile. La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni su denaro, salute, felicità – che si riferisce a una intromissione gentile nelle scelte individuali. Se è davvero la libertà di scelta ciò che sta a cuore al liberalismo, converrà cercare di far emergere le preferenze autentiche e autenticamente libere, e non semplicemente rimettersi ossequiosamente a quelle indotte dalle imperfezioni cognitive, o suggerite dai contesti decisionali.

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Abstract

Towards a New Paganism: The Family, the West and the Rest

Towards a New Paganism: The Family, the West and the Rest

The author addresses the changes in the Western family brought about by individualism. This led to a divergence between the family structures in the West and its other Eurasian cousins which still maintain a form of ‘communalism’ based on joint families, in which many of life’s risks are pooled within the extended family. It is the change in Western cosmological beliefs about “how we should live”, which the author discusses, in a much wider historical and cultural context. This also allows him to speculate on how its new demographic trends might allow the West to return to its ‘pagan’ cosmological beliefs.

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Abstract

Property Rights and the Rule of Law: Classical Liberalism Confronts the Modern Administrative State

Property Rights and the Rule of Law: Classical Liberalism Confronts the Modern Administrative State

The rule of law sets out a set of general prescriptions of generality, neutrality, consistency, prospectivity and simplicity that are thought to be appropriate for all sound legal systems. Formally, there is no necessary connection between the belief in the rule of law and a system of limited government with strong rights of property and contract. It is often claimed therefore that the modern administrative states can introduce extensive forms of social control and redistribution in ways that do not offend rule of law principles. This essay takes issue with that content and argues that the high levels of discretion that are routinely involved in the administrative state force it to abandon these rule of law constraints. The modern synthesis thus leads to lower levels of both freedom and prosperity than the classical liberal synthesis in which the rule of law and private property work together in a harmonious fashion.

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Abstract

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