Biblioteca della Libertà

Anno XLV, n. 198, maggio-agosto 2010

Anno XLV, n. 198, maggio-agosto 2010

periodicità quadrimestrale

ISSN 2035-5866

Direttore responsabile Salvatore Carrubba

Condirettori: Maurizio Ferrera, Beatrice Magni

copyright Centro di Ricerca e Documentazione “Luigi Einaudi”

L’economia sociale di mercato/ 2. Dal nazionalsocialismo all’ordoliberalismo

L’economia sociale di mercato/ 2. Dal nazionalsocialismo all’ordoliberalismo

L’esperienza nazionalsocialista fu la culla dell’ordoliberalismo e della sua versione postbellica: l’economia sociale di mercato. In questo lavoro si tracciano le tappe dello sviluppo del pensiero ordoliberale durante la dittatura hitleriana, a partire dalle posizioni espresse dai suoi esponenti nella fase finale della Repubblica di Weimar. Si delinea in quell’epoca l’avversione per il meccanismo democratico, considerato incompatibile con il meccanismo concorrenziale a causa della sua naturale propensione a favorire il pluralismo, e dunque lo sviluppo di corpi intermedi incompatibili con la costruzione della società del diritto privato. Da ciò le convergenze tra ordoliberalismo e nazionalsocialismo, entrambi fautori di una riforma delle libertà economiche in linea con le contingenti necessità dell’ordine proprietario, anche se ciò presupponeva la soppressione delle libertà politiche, ovvero la polanyiana grande trasformazione. Da ciò anche la riduzione del nazionalsocialismo all’antisemitismo, da cui l’ordoliberalismo fu sostanzialmente immune, riduzione utile a occultare i nessi tra l’economia sociale di mercato e lo sviluppo di poteri politici autoritari o totalitari.

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Abstract

Attività del centro einaudi

Attività del centro einaudi

«Biblioteca della libertà pubblica per semestre (gennaio-giugno e luglio-dicembre) il resoconto delle attività del Centro Einaudi, che spaziano dalle ricerche all'organizzazione di seminari, conferenze e convegni, alle pubblicazioni su carta e online, alla cura di siti web.

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Il rompicapo del dragone. Ripensare la sicurezza guardando alla Cina

Il rompicapo del dragone. Ripensare la sicurezza guardando alla Cina

La parola «sicurezza» richiama alla mente immagini molto diverse fra loro. L’idea, di per se stessa, si presenta come assai sfaccettata, ma con riferimento all’ambito internazionale il concetto è stato spesso trattato in maniera univoca, venendo fatto coincidere con l’idea di difesa (soprattutto dello stato). La limitatezza di questo approccio viene evidenziata lungo due diversi assi. In prima battuta, si mostra un modo diverso di intendere il nesso tra sicurezza e difesa, attraverso un breve excursus del pensiero strategico cinese. In secondo luogo, si procede ad ampliare ulteriormente il campo, scomponendo l’idea di sicurezza, valutandone le implicazioni in ambiti diversi da quello della difesa e a livelli analitici differenti da quello statuale.

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Liberty and the Therapeutic State. Courts and Culture in Comparative Perspective

Liberty and the Therapeutic State. Courts and Culture in Comparative Perspective

Revisiting themes first addressed in his book The Therapeutic State, James L. Nolan, Jr., in this article, considers the extent to which the international problem-solving court movement is a phenomenon that either inhibits or enhances the realization of individual liberty. Based on a comparison of problem-solving courts in six different common law countries (England, Ireland, Scotland, Australia, Canada, and the United States), Nolan finds that countries outside of the United States demonstrate greater concern with preserving due process, open and natural justice, the dignity of the criminal court, and the protections of individual rights and liberties. However, inasmuch as these courts first emerged in an American cultural context with pronounced therapeutic tendencies, there are signs that the borrowing countries may be importing more of American legal culture than they realize or wish for—a development that bears directly on issues of individual liberty as well as the very legitimacy of the court system.

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Note in margine a «Sistemi di eccezione» a cura di Massimo Vallerani

Note in margine a «Sistemi di eccezione» a cura di Massimo Vallerani

Sistemi di eccezione – numero monografico della rivista «Quaderni storici», curato e introdotto da Massimo Vallerani – raccoglie i contributi di studiosi diversi per formazione e ambito disciplinare. Il testo si affranca deliberatamente dal taglio metodologico impresso dalla riflessione schmittiana/agambeniana, concentrata sullo stato di eccezione nell’età moderna, per investire il tema più ampiamente inteso dell’eccezione, nel quadro di un’analisi di lungo periodo che prende le mosse dal configurarsi di sistemi di eccezione in uso tra età medievale ed età moderna. A giudizio di Massimo Durante, l’insieme degli studi documenta, in modo rigoroso e attento, la stratificazione concettuale nonché i punti di rottura e riarticolazione che caratterizzano lo sviluppo della nozione di eccezione sotto l’angolatura privilegiata della sua capacità d’interferenza con l’idea di sistema.

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