Biblioteca della Libertà

Anno XLV, n. 199, settembre-dicembre 2010

Anno XLV, n. 199, settembre-dicembre 2010

periodicità quadrimestrale

ISSN 2035-5866

Direttore responsabile Salvatore Carrubba

Condirettori: Maurizio Ferrera, Beatrice Magni

copyright Centro di Ricerca e Documentazione “Luigi Einaudi”

Note in margine a «Documentalità. Perché è necessario lasciar tracce» di Maurizio Ferraris

Note in margine a «Documentalità. Perché è necessario lasciar tracce» di Maurizio Ferraris

Dopo aver delineato a grandissimi tratti due approcci in ontologia sociale che attraversano il Novecento – le teorie che rifiutano la distinzione tra oggetti sociali e oggetti naturali e quelle che invece ne riconoscono la portata ontologica – l’autrice si concentra sulle seconde e, in particolare, sulla teoria del mondo sociale proposta da Maurizio Ferraris. Una volta articolata la teoria nei suoi passaggi essenziali, ne discute tre tesi, nel tentativo di rispondere alla domanda seguente: in che misura (e sotto quali aspetti) la teoria di Ferraris si discosta dall’ontologia del mondo sociale proposta da John Searle?

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Abstract

Il merito alle urne? La ricerca di un sistema elettorale meritocratico e i suoi troppi inconvenienti

Il merito alle urne? La ricerca di un sistema elettorale meritocratico e i suoi troppi inconvenienti

Una impasse caratterizza le democrazie moderne: esse hanno come principio fondamentale l’uguaglianza politica, tuttavia (a differenza delle democrazie antiche, che usavano il sorteggio) ricorrono al voto, una pratica che a ben vedere va in direzione opposta alla tutela dell’uguaglianza, determinando una scelta di alcuni e l’esclusione di altri. Per cercare di riconciliare questa contraddizione, le democrazie devono ricorrere a una considerevole quantità di regole. Fra esse, quelle volte alla trasformazione dei voti in seggi (i sistemi elettorali). Posto che le moderne democrazie non possono fare a meno di regole come i sistemi elettorali, esistono soluzioni preferibili a quelle attualmente adottate? Traendo spunto dagli studi di public choice e sul cosiddetto elitismo democratico, l’articolo considera in particolare le alternative che mirano a favorire la promozione del merito. Si analizzano così soluzioni estreme come la concessione del voto solo a chi lo abbia meritato o l’attribuzione di un voto plurimo in funzione del merito (proposta che risale a Mill), nonché alcune ipotesi più realistiche. Gli ostacoli e le obiezioni sono troppi, specialmente per le ipotesi più radicali, e appare più praticabile ridurre sensibilmente il potere di cui dispongono gli eletti, così che, «meritevoli» o no, essi non possano comunque incidere troppo sulla libertà individuale.

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Abstract

L’ora della Turchia: una potenza emergente tra Medio Oriente e Caspio, ai confini degli «imperi»

L’ora della Turchia: una potenza emergente tra Medio Oriente e Caspio, ai confini degli «imperi»

Ankara sta dando prova di notevole dinamismo con una politica estera sempre più autonoma (rispetto alle potenze occidentali) e sicura di sé, che ha sorpreso molti commentatori e analisti e sollevato quesiti e polemiche sulla reale collocazione internazionale della Turchia – un paese della Nato, candidato a entrare nell’Ue, con un governo di cultura islamica, «amico» dell’Iran e avviato a una partnership strategica con la Cina. La Turchia è al centro di una regione, dal Medio Oriente all’Asia centrale, in rapida trasformazione e che sarà forse il principale fronte dell’emergente contrasto tra gli «imperi», quello occidentale (Stati Uniti) e quello orientale (Cina) per il controllo del potere globale. Impossibile dire se la Turchia del premier Erdogan avrà infine successo. Vi sono ancora molte (e gravi) incognite interne e internazionali. A breve scadenza, il partito Akp di Erdogan, al potere dal 2002, ha buone possibilità di vincere le prossime elezioni che si terranno a metà 2011. Ma non si può escludere che, proprio in vista delle elezioni, venga messa in atto una violenta strategia di destabilizzazione del paese.


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Abstract

After the Fall: A Classical Liberal Perspective on the Great Crash of 2008

After the Fall: A Classical Liberal Perspective on the Great Crash of 2008

Lal begins by examining the major reason purported for the current crisis based on so called “global imbalances”, which he argues is mistaken, before going on to a major structural change in the US financial system (still disputed) and to list the commonly agreed policy errors which led to the crisis. He then discusses, first, the alternative theoretical frameworks which provide a diagnosis of the crisis, and the errors of omission and commission of the monetary authorities which led to the crisis as well as assessing their response in its aftermath, and, second, the fiscal and regulatory responses to the crisis and their consequences. This leads on to the basic underlying cause of the crisis which is similar to that found in many developing countries—the creation of unsustainable entitlement economies. He ends with what a classical liberal response would be to prevent or mitigate such crises in the future.


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Abstract

Denaro e felicità: dubbi sul comune convincimento. Il paradosso di Easterlin

Denaro e felicità: dubbi sul comune convincimento. Il paradosso di Easterlin

Oggetto di questo articolo è una breve e semplice riflessione sull’eventuale rapporto che intercorre tra denaro e felicità, a partire dal paradosso messo a punto dall’economista Richard Easterlin. La struttura del lavoro può dirsi di tipo compilativo, o meglio di comparazione tra le varie idee contrastanti di studiosi illustri in materia. Il confronto di tali orientamenti è concluso da un piccolo ma soprattutto personalissimo punto di vista dell’autrice.

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Abstract

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