Biblioteca della Libertà

Anno XLVII, n. 203, gennaio-aprile 2012

Anno XLVII, n. 203, gennaio-aprile 2012

periodicità quadrimestrale

ISSN 2035-5866

Direttore responsabile Salvatore Carrubba

Condirettori: Maurizio Ferrera, Beatrice Magni

copyright Centro di Ricerca e Documentazione “Luigi Einaudi”

Le dicotomie della libertà. Einaudi vs. Keynes

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Le dicotomie della libertà. Einaudi vs. Keynes

Il saggio riproduce, con integrazioni, il testo della lectio magistralis tenuta al convegno «Gli orizzonti del liberalismo» (Dogliani, 29 ottobre 2011) organizzato dall’Associazione Polis, in collaborazione con il Comune di Dogliani, nell’ambito delle celebrazioni in onore dei cinquant’anni dalla scomparsa di Luigi Einaudi.
L’autore tratta il tema, nei suoi vari aspetti, rifacendosi al confronto fra Einaudi e Keynes, che, al di là delle loro diametrali differenze, sono grandi pensatori liberali. Ed entrambi differiscono dai fautori del laissez faire perché ammettono una dose di intervento pubblico nell’economia.

Abstract

Il tempo del liberalismo

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Il tempo del liberalismo

Prendendo le mosse da un esame critico della filosofia politica di Hayek, le tesi che si intende sostenere sono: 1) che il futuro del liberalismo classico non è legato alla sua capacità di dimostrare che quella ‘liberale’ sia “la società buona” secondo parametri etici, ma alla sua capacità di ridurre il lasso temporale tra la violazione dei diritti naturali e la sua sanzione giuridica o politica; 2) che l’averne delegato la tutela in monopolio perpetuo allo stato è all’origine non soltanto dell’inefficienza con cui vengono effettivamente tutelati, ma anche della loro progressiva compressione a favore dell’incremento del potere statale; 3) che la questione della formazione di un ‘ordine spontaneo’ nell’età dell’innovazione continua si configura diversamente dal modo in cui era stata vista nell’età della scoperta; 4) che il problema di una filosofia politica libertarian non è quello in larga misura risolto (per lo meno dal punto di vista teorico) di sostituire la forma stato con qualcosa di meno o di non coercitivo, bensì quello di dimostrare che si possa fare a meno della politica.

Abstract

Utili non prediche? Il punto critico e l'antropologia complessa della libertà in Luigi Einaudi

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Utili non prediche? Il punto critico e l'antropologia complessa della libertà in Luigi Einaudi

A giudizio dell’autore, il risultato dell’itinerario teorico di Einaudi è un pensiero filosoficamente aperto, sospeso tra il teorico e il pratico, tra l’ideale e il reale, ma forse proprio in questo tratto, paradossalmente, risiede la sua rilevanza antropologica e attualità teoretica. L’Einaudi delle Lezioni di politica sociale, in particolare, fonda il liberalismo su un’etica antropologica ove si rivelano centrali il risparmio, la famiglia, l’impresa, le istituzioni, entro una concezione globale dell’azione umana economico-sacrificale e non consumistico-dilapidatoria. Rilette nel periodo centrale della grave crisi economica d’inizio millennio, queste pagine del 1949, più che ottocentesche e premoderne, possono rivelarsi post-postmoderne, proponendo non tanto soluzioni
tecniche (il pareggio di bilancio) quanto una lucida e provocatoria individuazione dei problemi della condizione umana nelle società contemporanee.

Abstract

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