Biblioteca della Libertà

Anno XLVII, n. 204, maggio-agosto 2012

Anno XLVII, n. 204, maggio-agosto 2012

periodicità quadrimestrale

ISSN 2035-5866

Direttore responsabile Salvatore Carrubba

Condirettori: Maurizio Ferrera, Beatrice Magni

copyright Centro di Ricerca e Documentazione “Luigi Einaudi”

Einaudi e l'incantesimo della libertà

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Einaudi e l'incantesimo della libertà

Secondo Luigi Einaudi, poiché «la libertà umana intera» «è il bene supremo», «l’incantesimo della libertà» è da comprendere, ascoltare, interpretare con attenzione e devozione, serietà critica e responsabilità coscienziosa. Francesco Tomatis ripercorre il pensiero einaudiano sul tema e conclude che il limite possibilizzante ogni libertà vera, singolare o comune, politica o personale, è un limite esperibile finitamente, esperienzialmente da parte dell’uomo libero e della società liberale, ma limite originario, illimite e inoggettivabile, inidolatrizzabile e sempre ancora da ricercare. È la libertà abissale e originaria, origine della nostra derivata libertà. Del suo incantesimo viviamo, nella sua libertà, umanamente, liberamente ci scegliamo: come libertà.

Abstract

Il paradigma dell'imprenditore in una società liberale: tra prudenza e rischio-innovazione.

Sulla parabola einaudiana del «principe mercante»

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Il paradigma dell'imprenditore in una società liberale: tra prudenza e rischio-innovazione.

L’articolo persegue un duplice obiettivo: 1) far luce sull’esistenza di un paradigma «narrativo» dell’imprenditore nel pensiero einaudiano; 2) mostrare come e perché tale paradigma: a) è da ricondursi nell’alveo della più ampia riflessione di Einaudi sul buongoverno e la società aperta, b) si staglia all’interno di una feconda tensione tra prudenza e rischio-innovazione, entrambi possibili solo in un contesto istituzionale di tipo liberale. L’imprenditorialità e, in generale, le iniziative aperte al rischio assurgono così a figura di libertà.

 

Abstract

Il pareggio di bilancio. La testimonianza di Luigi Einaudi: tra predica e libertà

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Il pareggio di bilancio. La testimonianza di Luigi Einaudi: tra predica e libertà

L’articolo intende mostrare l’esistenza di un filo conduttore che attraversa la riflessione einaudiana sul pareggio di bilancio, e che va da Le entrate pubbliche nello stato sabaudo (1907) sino ad arrivare alla interpretazione dell’articolo 81 della Costituzione (1948).
Muovendo dal comune riferimento di questi due scritti alla virtù della «prudenza» – del «principe» e del «buon padre di famiglia» – e dalla connessa analogia tra governo civile e governo della casa, pubblico e privato, si mostra come il principio del pareggio di bilancio sia per Einaudi strettamente legato alla ricerca di un buon governo e di un principio di equità intergenerazionale.
Abstract

La politica italiana in rete: strumenti social, logica broadcast

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La politica italiana in rete: strumenti social, logica broadcast

La comunicazione politica non è un fenomeno nuovo. Nasce nell’antica Grecia ai tempi di Socrate e Platone e diventa un’arte fondamentale grazie ai maestri sofisti. Nel periodo della Repubblica romana, quando le città erano governate dai magistrati attraverso l’investitura diretta dei cittadini, essa diventa un vero e proprio strumento di propaganda. Da allora ha subito trasformazioni innumerevoli, adeguando il suo linguaggio alle esigenze dei momenti storici che ha attraversato. In un certo senso, la comunicazione politica è maturata di pari passo allo sviluppo dei mezzi di comunicazione, subendo la più grande rivoluzione con l’avvento dei mass media e, in particolare, della televisione.
I mezzi di comunicazione di massa hanno reso lo spazio pubblico uno spazio mediatizzato, dove la relazione tra politici ed elettori è filtrata e condizionata dalla presenza stessa dei media, che hanno il potere di selezionare contenuti e leader politici con logiche nuove rispetto a quelle adottate in passato dai partiti. Il ruolo dell’attore è ormai divenuto centrale, rendendo quasi superflue le istituzioni politiche, tanto che l’immagine finisce per coincidere con il messaggio da veicolare. Ma che cosa accade con l’avvento dei nuovi media? Gli strumenti interattivi del Web 2.0 abilitano la partecipazione politica dal basso e chiamano i leader a un nuovo impegno nei confronti di cittadini ed elettori; tuttavia, non sempre la risposta della politica sembra adeguata.

Abstract

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