Biblioteca della Libertà

Anno XLVII, n. 205, settembre-dicembre 2012

Anno XLVII, n. 205, settembre-dicembre 2012

periodicità quadrimestrale

ISSN 2035-5866

Direttore responsabile Salvatore Carrubba

Condirettori: Maurizio Ferrera, Beatrice Magni

copyright Centro di Ricerca e Documentazione “Luigi Einaudi”

Le libertà e il liberalismo

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Le libertà e il liberalismo

L'autore esamina le tradizioni europee liberali di origine non anglosassone, tradizioni che interpretano il liberalismo nei termini dell'unità filosofica, politica ed economica delle libertà. Proposito del saggio è mostrare che il liberalismo non è un fenomeno essenzialmente anglosassone, specifico cioè delle società inglese e americana, e di conseguenza un modello in linea di principio non esportabile. Il liberalismo è un fenomeno europeo, che l'Europa nella sua interezza ha contribuito a forgiare. Per questa ragione è particolarmente importante permettere a ogni nazione europea di riappropriarsi del suo patrimonio liberale. Esiste infatti un universalismo liberale, meta-politico e meta-culturale, che si traduce nel «metodo della libertà» (il problem solving by trial and errors) di cui parlava Luigi Einaudi: la difficoltà dell'accettazione di tale modello è l'oggetto di indagine di Petitot.

Abstract

L'economia sociale di mercato

L'era Adenauer e l'economia di mercato obbligata socialmente

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L'economia sociale di mercato

Con la vittoria dell'ordoliberalismo sulla democrazia economica, si delinea il programma politico della Repubblica di Bonn, espresso più dalla riforma monetaria e dai provvedimenti connessi che non dall'emanazione della Legge fondamentale. È un programma massimamente incentrato sull'attribuzione allo Stato del ruolo di tutore del meccanismo concorrenziale, rispetto al quale il riconoscimento della cogestione di datori di lavoro e lavoratori costituisce una misura volta più a promuovere la collaborazione di classe che non l'emancipazione di questi ultimi.
Complice una congiuntura economica favorevole, l'era Adenauer riuscirà a presentarsi come la realizzazione del sogno ordoliberale, solo apparentemente tradito dalla disciplina dei cartelli, anch'essa volta a combinare presidio della concorrenza e costruzione di un ambiente cooperativo indispensabile a prevenire il conflitto sociale.

 

Abstract

Rileggere la "Nota aggiuntiva" di Ugo La Malfa cinquanta anni dopo

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Rileggere la "Nota aggiuntiva" di Ugo La Malfa cinquanta anni dopo

La Nota aggiuntiva pubblicata dal Ministro del Bilancio Ugo La Malfa nel 1962 è il documento di politica economica che segna l’inizio dei governi di centro-sinistra e propone la programmazione come strumento di soluzione dei problemi economici italiani. In questo lavoro si argomenta come il fallimento di questa politica sia fondato su una limitata comprensione del comportamento dei decisori pubblici e privati, e come la disillusione rispetto ai risultati di questa politica abbia portato nel tempo Ugo La Malfa verso una posizione neo-liberale. La Nota aggiuntiva risulta essere un documento complesso, sia nella storia politica italiana per le sue interpretazioni e conseguenze, sia nella storia politico-ideologica di uno dei «padri della patria».

Abstract

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