Ancora sulle polemiche in corso

Le polemiche in corso nascondono una contrapposizione profonda, quella fra il "popolo dei cittadini", e il "popolo dei creditori". Di questo parliamo nella prima parte. Nella seconda mostriamo dei grafici utili a inquadrare le vicende economiche del Bel Paese.

 

 

Le polemiche in corso nascondono la contrapposizione fra il popolo dei cittadini e il popolo dei creditori. Il popolo dei cittadini è nazionale, quello dei creditori è internazionale; i creditori “votano” ogni giorno attraverso i mercati definendo il rischio del debito pubblico, mentre i cittadini votano ogni cinque anni definendo le forze al governo. I primi sono interessati ai servizi dello Stato Sociale e non danno peso al meccanismo del loro finanziamento, i secondi sono interessati alla credibilità degli impegni finanziari dello stato e non danno peso alla legittimità politica necessaria per perseguire i propri intendimenti. 

Questa contrapposizione ultimamente ha preso la forma della “ribellione delle masse” ma “virtuali” (1). Tempo fa non esisteva un astio profondo come quello di oggi verso le classi dirigenti, che, secondo i critici, si giustifica per l'uso fatto a loro esclusivo interesse della politica economica. Secondo questo punto di vista, la politica monetaria ha spinto al rialzo le attività finanziarie che, in massima parte, sono detenute dai benestanti, mentre le politiche fiscali dette "austere" hanno congelato i servizi offerti alla popolazione meno abbiente. Non solo la politica economica ha contribuito all'astio, ma anche la sempre maggior importanza delle “rendite”. Queste ultime sono da intendere come quei redditi che non traggono origine dal successo imprenditoriale - in questo caso sarebbero, infatti, “profitti” - ma dalla protezione politica, come la rendita fondiaria (2) Insomma, la politica economica – volta a dotare di un paracadute i benestanti, vale a dire volta a non far cadere il prezzo delle azioni e delle obbligazioni - e la struttura dell'economia - divenuta in misura crescente "redditiera" - hanno contribuito a redistribuire a sfavore dei meno abbienti il reddito, la ricchezza, ed anche le opportunità (3). Insomma, quel che raccontano i cosiddetti populisti, e quel che sembra essere l'origine – il senso di “ingiustizia” insieme al “ressentiment” - del loro successo.

Per tornare dove i populisti hanno vinto, ed attendendo migliori informazioni sulla manovra, possiamo affermare quanto segue. In Italia 23 milioni di persone lavorano e 16 milioni di persone sono pensionate. Gli “altri” - infanti, giovani, disoccupati, casalinghe, sono quindi 20 milioni. Da un punto di vista economico 23 milioni di italiani e assimilabili trasferiscono reddito a 36 milioni di italiani e assimilabili che, per ragioni diverse, non ne producono alcuno. Se questi 23 milioni potessero usufruire di un salto di produttività, potrebbero mantenere gli altri 36 senza troppi trasferimenti di reddito. Ergo, il problema maggiore – anche in termini di equità - è la crescita.

Una crescita robusta è dunque necessaria. Già, ma come ottenerla? Una politica centrata essenzialmente sulla domanda – trasferimenti per le pensioni e per il reddito di cittadinanza – non sembra il motore adatto. Qui si riapre l'annosa vicenda dei moltiplicatori che sono modesti soprattutto nel caso di una variazione dei soli consumi (4). Ultima nota. Emerge ogni tanto l'affermazione che sostiene che il risparmio privato italiano vada tenuto in considerazione nel giudizio sulla tenuta de debito del Bel Paese. Una affermazione che sembra di “buon senso” ma non lo è (5).

Ecco tre grafici utili per inquadrare le polemiche in corso:

Il saldo primario è in avanzo dai primi anni Novanta, a differenza dela media dei Paesi OCSE 

staatmarkt surplus primario

Gli oneri da interessi sono in caduta da quando c'è il surplus primario e poi in caduta accelerata da quando vi fu l'annuncio della volontà di far parte della moneta unica (6) ...

staatmarkt onere da interesse

… Come mostra bene l'andamento del BTP decennale 

staatmarkt renduimento btp 

1 - https://www.centroeinaudi.it/agenda-liberale/articoli/4865-la-ribellione-delle-masse-virtuali.html

2 - https://www.centroeinaudi.it/lettera-economica/articoli-lettera-economica/commenti/4825-immobili-e-diseguaglianza.html

3 - G. Standing, The Corruption of Capitalism, 2016

4 - https://www.centroeinaudi.it/lettera-economica/articoli-lettera-economica/asset-allocation/5008-flash-il-nadef-def-finalmente-%E2%80%A6.html.

5 - https://www.centroeinaudi.it/lettera-economica/articoli-lettera-economica/commenti/5004-del-sommare-le-virt%C3%B9-private-con-i-vizi-pubblici.html

6 - https://www.centroeinaudi.it/lettera-economica/articoli-lettera-economica/commenti/4956-l-euro-come-instrumentum-regni.html

Grafici per inquadrare le polemiche

https://www.ft.com/content/f05bbc44-cd69-11e8-b276-b9069bde0956

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