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1964-1969
L'affermazione di un nuovo laboratorio politico e culturale

Costituito a Torino il 31 dicembre 1963, il Centro Einaudi comincia nel 1964 le sue attività nella prima sede di Corso Appio Claudio 7. Segretario generale è Fulvio Guerrini, destinato a mantenere la carica sino alla sua scomparsa, nel 1979.

 

Sorto negli anni del boom economico e delle trasformazioni urbane e sociali della Torino e dell’Italia degli anni Sessanta, tra il 1964 e il 1969 l’Attivittà di ricerca del Centro è orientata soprattutto verso i temi di carattere politico-economico.

 

Sin dall’inizio si evidenziano due principali percorsi di lavoro su cui è basata l’attività’ del Centro Einaudi:

I.    il primo, legato all’analisi delle principali dottrine economiche, politiche e giuridiche, con particolare riferimento al tentativo di diffondere le idee del pensiero liberale italiano e internazionale;

II.  il secondo, orientato a rendere il Centro Einaudi un laboratorio di analisi, di studio e di riflessione empirica sulla condizione e l’evoluzione della società e dell’economia italiana, con particolare riguardo all’area piemontese.

 

Non a caso, proprio per corrispondere al primo dei due obiettivi, in un’Italia attraversata da grandi mutamenti politici e sociali, il Centro si adopera per diffondere le letture, le pubblicazioni I e le analisi dei grandi pensatori di ispirazione liberale. In questo senso devono essere considerate le Pubblicazioni – in collaborazione con la casa editrice Sansoni di Firenze – delle traduzioni di opere di personaggi come Keynes, von Hayek, Stigler (collana “Biblioteca del Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi”). Un’attività pionieristica che permette la diffusione di studiosi e lavori che in molti casi arrivano per la prima volta in Italia.

 

Allo stesso modo si segnala la collaborazione di alcune grandi firme internazionali nelle attivitù’ di «Biblioteca della libertà» (tra questi Dahrendorf, Aron, Popper, solo per citarne alcuni).

Radici e Libertà • 50 anni di Centro Einaudi

© 2014 Centro Einaudi - ISBN 978-88-909417-2-6

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L’attività di divulgazione è presente anche in alcune commissioni di lavoro (ad esempio quella su “Il liberalismo” composta da Franchini, Matteucci, Ricossa, Romeo e Sartori che muove i suoi primi passi nel 1966), nei convegni organizzati (significativa in questo senso la Conferenza del dicembre 1967 sulla Dichiarazione di Oxford ’67 dell’Internazionale liberale).

 

Altrettanto significativa la presenza di studiosi e intellettuali italiani che, oltre a fornire un contributo teorico significativo, partecipano direttamente alle attività del Centro facendosi promotori di gruppi di lavoro, commissioni di studio, organizzazione di convegni, elaborazione di ricerche su argomenti specifici. In questo gruppo di "pionieri" è possibile menzionare, tra gli altri, Vittorio Badini Confalonieri, Roberto Crespi, Aldo Garosci, Bruno Leoni, Nicola Matteucci, Federico Orlando, Piero Ostellino, Sergio Ricossa, Rosario Romeo, Giovanni Sartori, Enzo Storoni, Giuliano Urbani, Valerio Zanone.


Forte dunque della presenza e della collaborazioni di questi studiosi, il Centro si adopera per accompagnare la riflessione teorica con l'organizzazione di gruppi di studio, la realizzazione di analisi e ricerche su temi generali o specifici inerenti l'evoluzione dell'economia e della società italiana. Negli anni dell'ottimismo e del "miracolo italiano", il Centro sarà tra i pochi istituti a focalizzare l'attenzione su quelli che sarebbero diventati i punti di debolezza della crescita italiana di quegli anni o su tematiche ancora oggi oggetto di dibattito e confronto pubblico. In questo senso devono essere considerate, solo per citarne alcune, la prima ricerca sull'Industria pubblica in Italia curata da Mario Deaglio, l'inchiesta di Roberto Crespi sul finanziamento pubblico ai partiti, il convegno sulla crisi della società civile tenutosi a Torino nell'aprile del 1968 o quello dedicato alla riforma dello stato svoltosi a Roma un anno dopo e ancora diverse altre attività di studio e ricerca predisposte sulla condizione operaia e studentesca italiana e torinese.

 

Sin dai suoi primi anni di attività emerge, inoltre, un altro dei punti di forza del Centro Einaudi: la capacità di adoperare e sfruttare quella rete di relazioni, italiane e internazionali, dovute in larga parte al capitale umano e sociale di cui

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il Centro Einaudi è dotato. Anche per questo, si segnalano tra il 1964 e il 1969 le numerose collaborazioni avviate con altri istituti culturali italiani e internazionali (tra questi la Mont Pelerin Society, l'Istituto Cattaneo Bologna, l'Usis); particolarmente significativo nel 1969 il tentativo – non riuscito – di realizzare, in collaborazione con l'Associazione il Mulino di Bologna, un nuovo settimanale politico.


L'attività editoriale del Centro è strutturata in questi anni su tre livelli: accanto alla già ricordata la collaborazione con la casa editrice Sansoni, il Centro pubblica direttamente volumi e monografie dedicate alle tematiche, ai convegni o alle ricerche affrontate dai suoi gruppi di lavoro. Il terzo strumento è la rivista intitolata «Biblioteca della libertà»; sorta inizialmente come «notiziario bimestrale» diffuso in 15.000 copie, a partire dal gennaio del 1966, sotto la direzione di Piero Ostellino, viene trasformata in una rivista edita direttamente dal Centro Einaudi, con un formato di 120 pagine e con l'ambizione di raccogliere interventi e contributi non necessariamente collegati alle attività del Centro Einaudi.

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