Raramente capita di leggere espressi con tanta chiarezza – e in forma di dialogo - i due punti di vista dominanti il dibattito sulla politica monetaria negli Stati Uniti, quello fra gli economisti della Banca Centrale (di seguito FED Insiders), detti i “falchi”, e quello degli economisti esterni (di seguito FED outsiders), detti le “colombe”. Di seguito la traduzione (1).

Sull’effettivo andamento dell’economia americana le opinioni sono decisamente discordanti. Sono particolarmente discordanti la posizione della Federal Reserve rispetto a ciò che i mercati finanziari esprimono attraverso la determinazione dei prezzi non solo delle società quotate, ormai in netta difficoltà, ma soprattutto in termini di prezzi delle obbligazioni governative decennali.

Saltiamo l'analisi puntuale dei mercati finanziari, che trovate nelle Asset Allocation precedenti e nei numerosi commenti, e concentriamoci sul punto, che, secondo noi, è la modesta crescita (1). La modesta crescita è l'andamento effettivo del PIL, che è inferiore a quello passato e a quello previsto, come mostra il grafico in nota.

Proseguendo sul tema della volatilità si possono trovare altre informazioni utili per individuare come gestire questa importante variabile in funzione dei diversi portafogli e delle diverse tipologie di investitori. L’analisi utilizzata fa parte del filone che si può definire di archeologia finanziaria ovvero quell’attività di elaborazione di dati particolarmente distanti nel tempo per verificare comportamenti dei mercati finanziari che possano fornire informazioni utili per le attuali scelte di investimento.

In un lungo articolo (1) sui cosiddetti Millenials – la generazione che succede ai baby boomers – ad un certo punto è intervistata un'esperta di pensioni che sostiene che - per avere una pensione decente a 65 anni – un venticinquenne deve risparmiare ottocento sterline al mese per quaranta anni. Il tutto per avere una pensione di 30 mila sterline.