Il passato è importante, conoscerlo permette di valutare gli errori compiuti e possibilmente evitare di ripeterli. La continua ed esponenziale accumulazione e archiviazione di dati è alla base del sempre più frequente utilizzo di strumenti di elaborazione che, macinando numeri su numeri, individuano le fragilità del passato e permettono di costruire portafogli idealmente sempre più stabili.

I prezzi delle azioni salgono così come quelli delle obbligazioni. Entrambi i mercati sono mossi dall'idea che la politica monetaria rimarrà lasca. Un'idea che nasconde una previsione (ovvio), ma anche una sopra valutazione (quasi una credenza) del ruolo (salvifico) dei tassi di interesse. L'idea è che questi siano in grado di sostenere gli andamenti dell'economia ed anche di lenire gli effetti delle crisi politiche (1). Quest'idea, potrebbe rivelarsi pericolosa nel caso di una crisi (2).  

Abbiamo l'andamento congiunturale e gli andamenti strutturali. Il primo è quello sul deficit, il debito, e i vincoli dell'Unione. In questo primo caso si può pensare – e non è poi così difficile - ad una via d'uscita temporanea che non aggravi troppo lo stato delle cose. Il secondo è quello del “nanismo” delle imprese e della Questione Meridionale. In questo secondo caso i nodi da sciogliere sono ben più complessi. Di questi argomenti parleremo ad un incontro con gli imprenditori.

Era il 2016 quando il Fondo Monetario Internazionale, in uno studio specifico sul sistema finanziario tedesco (*), segnalava la pericolosità di Deutsche Bank (DB) per la stabilità finanziaria globale. Le fitte relazioni della prima banca tedesca con le altre principali banche sistemiche, insieme alla mole di derivati di dubbio valore e agli attivi illiquidi, erano alla base delle severe considerazioni.

L'economia al tempo del Populismo: i giovani imprenditori, la loro storia, le sfide di domani” è il titolo di un convegno della Confindustria di Lecco e Sondrio che si tiene il 21 giugno cui siamo stati invitati. Ecco le grandi linee del nostro intervento.