La vicenda greca ha alimentato la discussione sulla fragilità: la fragilità della costruzione europea, la fragilità degli equilibri politici di molti paesi, la fragilità dell'economia subissata dal debito pubblico. Bene, ma che cos'è, alla fine, la “fragilità”?

Precisiamo da subito che non intendiamo addentrarci in argomenti riguardanti gli interessi strategici e la politica internazionale della maggiore potenza mondiale. Bensì è nostra intenzione illustrare alcune analogie che potrebbero fornire elementi per avere un quadro se possibile più completo dell’attuale situazione debitoria della Grecia e, in particolare, di come è stata possibile la sua formazione e la successiva perdita di controllo.

Nei prossimi tempi la Banca Centrale Europea (BCE) si troverà di fronte a delle scelte molto  difficili. Sul fronte del finanziamento delle banche greche, e sul fronte delle decisioni nel campo degli acquisti di titoli degli altri paesi nel caso si avesse una crisi nell'Euro-area (1.

La trattativa in corso tra Grecia e Eurogruppo sta ovviamente catturando l’attenzione degli osservatori globali. Anche la singolarità del comportamento della Borsa cinese sta evidentemente interessando il mondo imprenditoriale e politico. E’ comprensibile, visto che la perdita di capitalizzazione delle società quotate cinesi nell’arco di un mesetto è pari a dieci volte il debito della Grecia, senza considerare che l’effetto è attenuato dalla tendenza e dalla possibilità delle stesse società a bloccare le contrattazioni quando la direzione non è quella desiderata.

La Grecia non ha un settore manifatturiero di rilievo – esporta le materie prime energetiche che ha importato, ma la raffinazione ha un valore aggiunto modesto. La Grecia ha il turismo, ed ha, infine, un'industria di trasporti marittimi di notevole peso. Un'industria che però ha un importo limitato sul suo PIL: i marinai non greci sono, infatti, numerosi e i profitti esteri degli armatori non sono tassati in Grecia. Per queste ragioni la Grecia non potrebbe avere una ripresa trainata dalla svalutazione della moneta, come avvenne in Italia dopo la crisi della lira nel 1992.