Esiste una vasta produzione accademica sul tema della relazione tra corruzione ed evasione, ma essa sembra non avere ancora prodotto risultati univoci e di chiara comprensione a causa delle differenze geografiche, di reddito o di omogeneità dei dati utilizzati. La ricerca più recente, inoltre, abbina una terza variabile, il debito pubblico, che aumenta ulteriormente l’interesse per i legami tra questi tre temi (*).

Continuiamo con le tre puntate – una per settimana fino al 26 maggio – a esprimere dei punti di vista che abbiano una qualche utilità per affrontare l'argomento delle elezioni. Ecco la seconda. Qui mostriamo i diversi punti di vista sulle ondate migratorie. Emerge che - almeno chi scrive - non riesce a trovare una via d'uscita che non sia conflittuale.

Questa è la breve storia di una banca che ha attraversato gli ultimi venticinque anni restando praticamente indenne dagli effetti dell’introduzione dell’euro, della grande crisi finanziaria e delle minacce provenienti dalle banche virtuali e dalla de-bancarizzazione della finanza, e ciò è avvenuto restando fedele ad un modello non particolarmente sofisticato e totalmente ancorata al territorio di origine. Sembra più una storia di fantascienza che reale ed è meglio immaginare che sia così, anche per evitare inutili e impietosi confronti.

Proviamo in tre puntate – una per settimana fino al 26 maggio – a esprimere dei punti di vista che abbiano una qualche utilità per affrontare l'argomento delle elezioni. Come conseguenza di questa scelta non troverete un discorso standard a favore o contro l'Europa, ma l'intreccio dei molti punti di vista in competizione. Anticipiamo la conclusione della prima puntata: “quando tutto in economia procede senza intoppi ecco che l'esperto non ha ruolo, quando però le cose si aggrovigliano ecco che l'esperto torna in campo”. Come si usa in finanza ("put your money where your mouth is" ) va dichiarato il proprio portafoglio: chi scrive è a favore di un'Europa nel segno dell'austerità (sic).

Si sta facendo strada l’ipotesi che le criptovalute possano entrare a far parte delle passività delle banche centrali. In linea di principio si tratterebbe di utilizzare le nuove monete virtuali come strumento di politica monetaria, decisamente non convenzionale, in combinazione con le altre forme più tradizionali. Alcuni giovani economisti delle Banca di Inghilterra hanno fatto qualche ragionamento in proposito(*).