Per quanto possa apparire anacronistica l’analisi degli indici azionari, in un momento in cui la nebbia calata sulle economie mondiali è talmente fitta da impedire la visibilità oltre la giornata, ci sono alcuni fenomeni la cui analisi potrebbe aumentare la comprensione degli attuali accadimenti in funzione di auspicabili tempi migliori.

Questa rubrica era stata pensata per tirar su il morale di chi si deprimeva nel seguire le vicende del Bel Paese. E per tirar su il proprio morale è consentito il “provar piacere nel seguire le disgrazie degli altri”, ed ecco lo schadenfreunde. Aggiorniamo la rubrica, allargando il nostro orizzonte non solo oltre il Bel Paese, ma anche oltre l’Unione Europea. Ci occupiamo delle “disgrazie” dei due grandi: gli Stati Uniti e la Cina. Iniziamo con i primi.

Ormai tutti (o quasi) sono a favore dell'intervento pubblico nel combattere il corona virus. Come acquisto di titoli del Tesoro da parte della Banca Centrale, e come spesa statale in deficit. Ma anche come salvataggio delle imprese e come distribuzione di un reddito a chi ne ha necessità. Quel che è molto meno dibattuto è se questo intervento sarà o meno temporaneo. 

Il Covid-19 ha generato uno scenario di squilibrio politico (come la riaccensione delle rivalità tra gli Stati), economico (come rallentamento del sistema produttivo, con la conseguente crescita della disoccupazione e dell'aumento della povertà), e sociale (come riemersione del conflitto tra ricchi e poveri, guariti e malati, sommersi e salvati dal lockdown).