Come sembra dalle conclusioni degli incontri di oggi al Quirinale si è trovato l'accordo sul nome del Presidente del Consiglio, con il programma dell'eventuale nuovo governo che deve essere discusso prima di decidere chi poi lo attuerà, ossia i ministri e i vice ministri. Il nascituro ha una dichiarata impronta ecologica e re-distributiva, che possiamo definire “di Sinistra”. Proviamo a mettere a fuoco delle soluzioni ai nodi di natura ecologica e re-distributiva sollevati che siano – almeno ai nostri occhi – ragionevoli e moderate. Nella seconda parte della nota sono raccolti in ordine cronologico e senza alcun cambiamento i tre precedenti flash sulla crisi: il primo sui primi segni di una crisi, il secondo sul nodo del Mezzogiorno, il terzo scritto quando la crisi si è palesata agli inizi di agosto.

Da qualche tempo i mercati delle azioni sono stabili o in flessione. Le incertezze che circondano il reddito variabile hanno spinto gli investitori verso il reddito fisso, che registra dei rendimenti nulli o negativi. Le cause che emergono alla superficie sono da cercarsi nello scontro sul commercio internazionale, scontro che potrebbe frenare la crescita economica e quindi i prezzi delle azioni. Le azioni sono evitate (al margine), mentre si cerca una protezione (al margine) nelle obbligazioni. Le cause profonde di questo andamento sono da cercarsi nell’esaurimento del ciclo favorevole agli utili in un mondo meno irenico, quello dove emergono le Autocrazie e i Populismi.

Esistono diverse classi di attività finanziarie nelle quali investire: azioni, obbligazioni a lungo e a breve termine, depositi bancari, immobili per citare le più note e disponibili, cui si possono aggiungere altre più o meno innovative e che sono meno accessibili e che soprattutto sono meno facili da negoziare: private equity, hedge funds, criptovalute, opere d’arte e via dicendo.